giovedì 13 novembre 2014
Accoltella il dipendente romeno, arrestato un allevatore
L'allevatore arrestato per tentato omicidio
SANLURI. Tentato omicidio durante la notte nelle campagne di Sanluri. Un allevatore di Samassi, Maurizio Pilloni, di 41 anni, ha accoltellato il servo pastore di nazionalità romena, Mihal Pasa, cinquantasettenne, per motivi non ancora del tutto chiariti.
La lama non ha leso organi vitali e l'inserviente, accompagnato con un'ambulanza dle 118 all'ospedale di San Gavino, guarirà in quindici giorni.
L' accoltellatore è stato invece arrestato dai carabinieri per tentato omicidio, accusa che tuttavia si tramuterà in quella dilesioni gravi e porto abusivo di coltello.
È stata la stessa vittima a chiamare i carabinieri per chiedere aiuto dopo essersi allontanato dal luogo in cui era stato accoltellato. Per rintracciarlo in campagna e capire dove fosse sono intervenuti i vigili del fuoco di Sanluri con le fotocellule di illuminazione. (Luciano Onnis )
07 novembre 2014
Fonte: La Nuova Sardegna
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Ragusa - Braccianti rumene e violenze nei campi, il servizio Rai senza dati ma sul “si dice”
di Stefania Zaccaria
Gravidanze interrotte. Niente dati ufficiali, ma in ospedale ci sarebbero 5-6 aborti alla settimana da parte di donne rumene: un numero altissimo in proporzione alla media Sindacati, Ispettorato del lavoro, Forze dell’Ordine: non ci sono statistiche sul fenomeno, né denunce
RAGUSA – Di sfruttamento lavorativo si è sempre parlato. Lavoro nero, paghe irrisorie, condizioni precarie contraddistinguono da anni la consistente categoria dei braccianti agricoli. 27 mila sono quelli iscritti negli elenchi Inps della provincia di Ragusa – a cui si aggiungono gli ‘abusivi’ - di cui 13 mila concentrati nella cosiddetta ‘fascia trasformata’ che va da Vittoria a Santa Croce Camerina a Marina di Acate. La presenza di migranti, qui, è veramente consistente: la Flai Cgil parla del 40 per cento, ossia circa 5000 lavoratori impiegati tutto l’anno o stagionalmente nei campi e nelle serre dove se il lavoro non è nero – e lo è nel 60 per cento dei casi – presenta comunque delle chiare irregolarità contrattuali. La presenza massiccia della comunità tunisina, storicamente radicata in questo territorio, ha però lasciato spazio da qualche anno a quella rumena: l’entrata nella comunità europea e l’accettazione di paghe improponibili ha permesso ai rumeni di stabilirsi nel territorio ragusano, soprattutto a Vittoria dove, da 30 persone nel 2007, si è passati a 1200 nel 2008. E il dato è cresciuto a dismisura negli ultimi anni. “Nel 2008 questo dato esplode – ha riferito il segretario della Cgil di Vittoria, Peppe Scifo - ed emerge con una grande novità: all’interno del lavoro in serra, c’è una presenza femminile che noi stimiamo circa al 40 per cento del numero totale dei rumeni. Le donne nelle serre sono soprattutto rumene. Questi dati ci hanno però allarmato e richiamato l’elemento dello sfruttamento lavorativo, quest’esplosione di rumeni negli elenchi ci ha subito indicato un qualcosa che avesse a che fare con le dinamiche salariali”.
Queste donne, che lavorano nei posti da sempre ‘riservati’ agli uomini per 10-12 ore al giorno, si accontentano di pochi spiccioli e di qualche alloggio di fortuna. “Arrivano dalla Romania nelle campagne – ha aggiunto Peppe Scifo - dove vivono e lavorano, e i datori di lavoro mettono loro a disposizione gli alloggi, spesso fatiscenti, determinando, di fatto, l’isolamento di queste persone. Vivono lontano dai centri abitati, anche 20 km, perché la campagna è vasta, e sono comunque distanti e disgregati l’uno dall’altro. In questa condizione di isolamento – ha sottolineato - ci sono persone che non hanno servizi, non hanno mezzi, non hanno macchine, non hanno niente e vivono nella totale dipendenza dal datore di lavoro”.
L’allarme per la vulnerabilità di queste donne si è però trasformato in consapevolezza di un triste fenomeno sociale. “Ci sono stati anche casi di denunce vere e proprie di sfruttamento sessuale – ha detto Scifo che, da anni, segue questa problematica – Spesso però non c’è uno stupro, qualcuno parla di rapporto consensuale ma se è vero che è così si parla di un consenso molto relativo. Perdendo il lavoro, infatti, perdono tutto, perdono la casa, perdono l’alloggio. Loro non hanno a chi rivolgersi. É una convivenza di necessità”. Abusi e sfruttamenti si perpetuano nelle campagne, tra le serre delle primizie e i casolari abbandonati. Fare una stima del numero delle donne che vivono queste continue violazioni è però impossibile. Molte di queste, infatti, lavorano in nero e non denunciano per paura delle conseguenze, subiscono in silenzio le violenze di alcuni proprietari terrieri, giungendo addirittura al concepimento.
L’emergenza, comunque, riguarda anche gli aborti. “L’Ospedale “Guzzardi” di Vittoria – ha evidenziato ancora il segretario della Cgil - pare che registri (dico pare perché ad oggi non c’è un dato di ufficialità, benché è stato chiesto) sulla popolazione rumena un alto tasso di ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza. Siamo in attesa di avere l’ufficialità ma secondo quello che noi abbiamo riscontrato per testimonianze dirette di personale ospedaliero e del consultorio, si dice che il ricorso all’Ivg da parte delle ragazze rumene è altissimo in proporzione alle altre”. 5 o 6 interruzioni alla settimana sono il numero che emerge parlando informalmente con gli addetti ai lavori di Vittoria, a cui si aggiungono gli aborti clandestini sul territorio e quelli effettuati in altre strutture provinciali.
Si tratta di donne rumene che, accompagnate sempre da uomini, il più delle volte italiani ma anche tunisini o albanesi, si recano nei diversi ambulatori per richiedere un’interruzione volontaria della gravidanza. Numeri allarmanti. Contrastare il triste fenomeno è una sfida e la Flai-Cgil, la Camera del Lavoro di Vittoria e la cooperativa Proxima ci stanno provando da mesi con il Solidal Transfert, un pullmino che attraversa le campagne del ragusano per fornire ai migranti un passaggio per spostarsi, in maniera gratuita, per i vari servizi. Il sostegno alla mobilità diventa quindi un pretesto per aiutare in particolare le donne a non essere totalmente dipendenti dai datori di lavoro e dagli autisti abusivi che, spesso, chiedono cifre assurde per pochi km. Per la Cgil, comunque, qualcosa potrebbe essere fatto in tal senso. “Quello che chiediamo – ha concluso Peppe Scifo - è di mettere insieme i Comuni per finanziare un sistema di trasporto stabile che colleghi la campagna alla città. Questo, potrebbe essere il primo passo avanti: questi lavoratori, sarebbero così meno vulnerabili”.
La denuncia di Don Beniamino Sacco: “Non è una bella immagine e la realtà è ben diversa”
RAGUSA - “Noi abbiamo avuto delle donne che sono venute in parrocchia che hanno poi gestito la gravidanza per mesi. Di fronte a questa realtà non si può tacere, a me piace davanti a un fenomeno chiedere che cosa posso fare”. Non si parla di numeri con Don Beniamino Sacco, prete della Parrocchia Spirito Santo, che da anni denuncia attivamente lo sfruttamento dei lavoratori e gli abusi sessuali perpetrati sulle donne. Padre Beniamino è sempre stato molto attivo nel sostegno agli immigrati e, all’interno della sua parrocchia, dà accoglienza a minori e donne in difficoltà. Ha denunciato pubblicamente i cosiddetti ‘festini agricoli’, feste a sfondo sessuale, e ha accolto più volte donne rumene che non hanno richiesto l’Ivg, aiutandole poi nell’affidamento dei bambini. Il fenomeno, quindi, c’è, è radicato e non va ridimensionato. “Ho percepito in questi giorni un atteggiamento – ha detto - quasi per dire ‘chi glielo fa fare, perché devi dare un’immagine negativa della nostra zona’. Non è questo il problema. Il problema è che esiste questa situazione, dobbiamo farcene carico e dobbiamo capire come rispondere a questo fenomeno”.
Accanto a queste infelici realtà, ci sono però molti imprenditori agricoli che operano nel pieno rispetto della legalità e che valorizzano, anzi, le proprie maestranze. “Non si può fare di tutta l’erba un fascio – ha riferito l’imprenditore Pietro Calabrese che, ad Ispica, ha una grossa azienda agricola - Non è una bella immagine quella che stanno lanciando. Sono convinto che episodi spiacevoli sono potuti avvenire in qualche impresa ‘spericolata’, in qualche piccola azienda, anche perché in quelle più grandi non è possibile. Noi abbiamo circa 450 dipendenti, di cui 200-250 extracomunitari, sia donne che uomini. Ci vorrebbe una loro testimonianza – ha concluso Calabrese – in cui potrebbero affermare che sono trattati bene, per dire ‘non è come pensate, qua c’è una realtà ben diversa’”.
L’Ispettorato del Lavoro: “Da noi nessuna denuncia”
RAGUSA – La complessità del fenomeno, l’estensione delle campagne e la mancanza di dati certi rendono molto difficile la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento sessuale delle donne nei luoghi di lavoro. Hanno paura di denunciare, questo è ovvio, e gli organi competenti faticano a far emergere questa problematica sommersa.
“Posso dire che ci possono essere degli episodi – ha evidenziato il dirigente della Direzione Territoriale del Lavoro di Ragusa, Emanuele Occhipinti - però a noi non è pervenuto neanche uno scritto anonimo riguardante questo fenomeno di sfruttamento. Denunce non ne sono arrivate. Abbiamo riscontrato, quest’anno e negli anni precedenti, contratti di lavoro irregolari, questo sì. Penso comunque che non sia un fenomeno circoscritto a quelle zone – ha aggiunto - riguarda anche la zona dello sciclitano, del modicano”.
Qualcosa, comunque, sembra muoversi. Come anticipato anche dallo stesso Ispettorato del Lavoro, i Carabinieri della Compagnia di Vittoria ci hanno assicurato che sono in atto dei controlli per contrastare “il fenomeno del lavoro nero e favorire la tutela della dignità dei luoghi dove si presta attività lavorativa” ma anche per “appurare l’esistenza, sui luoghi di lavoro, e in particolare presso serre e campi agricoli, di forme di schiavitù e di sfruttamento sessuale di donne extracomunitarie, specie rumene”. Anche la Polizia sta mettendo in atto azioni utili per “fare chiarezza senza generalizzare. Non bastano denunce generiche – dicono dalla Polizia - occorrono fatti circostanziati, testimonianze, prove per assicurare alla giustizia i responsabili. Per raggiungere l’obiettivo occorre la collaborazione delle vittime, convincerle che le forze dell’ordine sono a loro completa disposizione, per aiutarle a sottrarsi alle vessazioni, alle molestie anche sessuali sul posto di lavoro. Abbiamo preparato – spiegano – un volantino, semplice, con un messaggio immediato in lingua rumena. Sono stati affissi negli esercizi pubblici, nei supermercati, nelle agenzie di viaggio, nelle scuole, negli uffici pubblici ed ovunque possano essere visti dalle donne interessate”.
Articolo pubblicato il 07 novembre 2014
Fonte: Quotidiano di Sicilia
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mercoledì 12 novembre 2014
Scriitorul Bujor Nedelcovici invitat la evenimentul dedicat aniversării celor 25 de ani de la căderea Zidului Berlinului: Adevărata mărturie a dizidenților din Europa de Est / Lo scrittore romeno Bujor Nedelcovici all’evento dedicato al 25° anniversario caduta del Muro di Berlino: La vera testimonianza dei dissidenti dell'Est Europa
COMUNICAT DE PRESĂ
Scriitorul Bujor Nedelcovici invitat la evenimentul dedicat aniversării celor
25 de ani de la căderea Zidului Berlinului: Adevărata mărturie a dizidenților din Europa de Est
În perioada 13–16 noiembrie 2014 va avea loc Festivalul Internaţional de Literatură „BOOKCITY Milano”, un festival literar tânăr, dar care se bucură de un impresionant succes la public, în presa scrisă şi în mediile de specialitate. Desfăşurându-se la Milano, oraşul care găzduieşte unele dintre cele mai importante edituri italiene, festivalul îşi propune să promoveze pe scară largă unul din simbolurile locale – cartea – şi actanţii direct implicaţi în universul cărţii: scriitorii, editorii, traducătorii, criticii literari şi, nu în cele din urmă, cititorii. Pe durata celor patru zile de festival, în diferite locaţii din oraş, vor avea loc sute de evenimente literare dedicate tuturor vârstelor: întâlniri cu scriitorii, prezentări de carte, lecturi, spectacole, expoziţii, ateliere de lectură sau de creative writing.
La ediţia 2012, Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneţia a susținut participarea scriitorului Vasile Ernu, iar la ediția 2013 pe cea a scriitoarei şi poetei Nora Iuga. La ediția din acest an scriitorul Bujor Nedelcovici a fost invitat să participe la mai multe evenimente în cadrul #BCM 2014.
În cadrul #BCM 2014, sub patronajul Comisiei Europene, va avea loc sâmbătă, 15 noiembrie, ora 12:30, în Sala Viscontea – Castello Sforzesco (Piazza Castello, Milano), întâlnirea cu scriitorii și jurnaliștii dizidenți din Republica Cehă, Polonia și România, cu ocazia aniversării celor 25 de ani de la căderea Zidului Berlinului și a comunismului în țările din Europa Centrală și Răsăriteană. La eveniment vor participa: Martin Machovec (Cehia), Barbara Torunczyk (Polonia) și Bujor Nedelcovici (România). Evenimentul va fi moderat de jurnalistul și istoricul Francesco M. Cataluccio şi de jurnalista Maria Serena Natale de la redacția cotidianului Corriere della Sera. În cadrul întâlnirii, scriitorul Bujor Nedelcovici, care va fi însoţit de traducătoarea sa în limba italiană, Ingrid Beatrice Coman, va susţine o comunicare cu titlul „De la Ian Palah la Vàclav Havel și implozia comunismului”. Intrarea este liberă în limita locurilor disponibile.
Căderea regimurilor comuniste în țările din Europa Centrală și Răsăriteană este simbolizată prin căderea Zidului Berlinului în 9 noiembrie 1989. Acesta a fost rezultatul unui proces de democratizzare inceput în Polonia și Ungaria cu câteva luni înainte de Revoluția de catifea din Praga din 17 noiembrie. Alături de lideri importanți care au condus aceste mișcări, precum Lech Walesa sau Vàclav Havel, au fost mii de persoane care, în diferite moduri, au contribuit la un eveniment istoric ce a schimbat fața Europei. Întâlnirea cu scriitorii și jurnaliștii dizidenți din Republica Cehă, Polonia și România ne oferă posibilitatea de a aprofunda multiplele aspecte ale acestor mișcări de opoziție politică și intelectuală care au făcut posibil triumful libertății și democrației.
Întâlnirea e organizată de Centru Ceh în colaborare cu Consulatul General al Republicii Polonia în Milano, Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția. Cu patronajul reprezentanței Comisiei Europene și cu sprijinul Gariwo, Foresta dei Giusti.
Bujor Nedelcovici (născut la 16 martie la Bârlad) este romancier și eseist român, stabilit din 1987 la Paris, Franţa. A absolvit în 1959 Facultatea de Drept din Bucureşti. A fost avocat în Baroul de Avocați din Ploieşti, de unde a fost radiat din motive politice (după arestarea tatălui), fiind obligat să muncească timp de 12 ani pe diverse șantiere și uzine din țară. Din anul 1987 alege calea exilului, trăiește la Paris, unde continuă să scrie. Susține un ciclu de conferințe în Statele Unite şi publică în Canada (La Revue Cité Libre) eseul Întâlnirea cu secolul al XXI-lea. Din 1987 face parte din colegiul de redacție al revistei Esprit, unde publică articole și eseuri. Publicații: Ultimii, roman, 1970; Fără vâsle, roman, 1972; Noaptea, roman, 1974; Grădina Icoanei, roman, 1977; Zile de nisip, roman, 1979; Somnul Vameșului, roman, 1981; Îmblânzitorul de lupi, roman, 1991; Oratoriu pentru imprudenţă, nuvele, 1992; Noaptea de solstițiu, piesă de teatru, 1992; Aici și acum, publicistică, 1996; Jurnal infidel. Ieșirea din exil 1992-1997, jurnal de exil, 1998; Iarba zeilor, nuvele, 1998.
Pentru mai multe detalii cu privire la BOOKCITY Milano 2014, vă rugăm să accesaţi: http://www.bookcitymilano.it/
Responsabil proiect: MIHAI STAN
Tel. +39.041.5242309
Mail mihai.stan@icr.ro
INSTITUTUL ROMÂN DE CULTURĂ ȘI CERCETARE UMANISTICĂ DE LA VENEȚIA
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COMUNICATO STAMPA
Lo scrittore romeno Bujor Nedelcovici all’evento dedicato al 25° anniversario
dalla caduta del Muro di Berlino: La vera testimonianza dei dissidenti dell'Est Europa
Nel periodo 13–16 novembre 2014 si terrà il Festival Internazionale di Letteratura “BOOKCITY Milano”, un festival letterario giovane, sempre più amato dal pubblico di tutte le età e che si è già guadagnato un notevole successo di stampa e critico. Poiché si svolge a Milano, la città che ospita alcune delle più importanti case editrici italiane, il festival mira a promuovere su larga scala uno dei simboli locali – il libro – e gli attanti strettamente coinvolti nel mondo dell’editoria: gli scrittori, gli editori, i traduttori, i critici letterari e, non per ultimo, i lettori. Durante i quattro giorni del festival, in diversi luoghi della città si svolgeranno centinaia di eventi letterari dedicati a tutte le età: incontri con scrittori, presentazioni di libri, conferenze, spettacoli, mostre, laboratori di lettura o creative writing.
All'edizione 2012 l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia ha sostenuto la partecipazione dello scrittore Vasile Ernu e all’edizione 2013, della scrittrice e poetessa Nora Iuga. Alla presente edizione del #BCM 2014 è stato invitato lo scrittore Bujor Nedelcovici che parteciperà a vari eventi.
Sabato, 15 novembre, ore 12.30, presso la Sala Viscontea del Castello Sforzesco a Milano, sotto il patrocinio della Commissione Europea, si terrà l’incontro con gli scrittori e i giornalisti dissidenti della Repubblica Ceca, Polonia e Romania, in occasione del 25° anniversario dalla caduta del Muro di Berlino e del Comunismo nei Paesi dell’Europa centrale e orientale. Saranno presenti Barbara Torunczyk, attivista e saggista polacca, Martin Machovec, giornalista e scrittore ceco, e Bujor Nedelcovici, scrittore dissidente romeno, che verranno introdotti dal giornalista e storico Francesco M. Cataluccio e dalla giornalista Maria Serena Natali del Corriere della Sera. Nell’ambito dell’incontro, lo scrittore Bujor Nedelcovici, che sarà accompagnato dalla sua traduttrice in lingua italiana, Ingrid Beatrice Coman, terrà una relazione dal titolo “Da Ian Palah a Vàclav Havel e l’implosione del comunismo”. Ingresso libero fino all’esaurimento dei posti disponibili.
Il crollo dei regimi comunisti nei Paesi dell’Europa centrale e orientale è simboleggiato dalla caduta del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989, momento centrale di un processo di democratizzazione iniziato in Polonia e Ungheria nei mesi precedenti, e seguito dalla Rivoluzione di velluto del 17 novembre, a Praga. Accanto ai personaggi noti che lo guidarono, come Lech Wałęsa o Václav Havel, ci furono migliaia di persone che, in vari modi, dettero il loro contributo a un evento storico che ha cambiato l’assetto politico dell’Europa. Questo incontro con gli scrittori e giornalisti dissidenti della Repubblica Ceca, Polonia e Romania rende possibile approfondire i molteplici aspetti di quei movimenti di dissenso politico e intellettuale che resero possibile il trionfo della libertà e della democrazia.
L’incontro è organizzato dal Centro Ceco in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano, dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia con il patrocinio della Commissione Europea e con il sostegno di Gariwo, Foresta dei Giusti.
Bujor Nedelcovici (n. 1936) è lo scrittore della libertà che ha pagato con l’esilio il coraggio delle sue idee: dal romanzo Zile de nisip (Giorni di sabbia) è stato tratto il film Faleze de nisip (Spiagge di sabbia) che ha destato, nel 1981, l’ira del dittatore Ceauşescu. Ha continuato a scrivere e pubblicare da Parigi e dopo la caduta del regime è stato riabilitato. È oggi considerato uno degli scrittori più importanti della resistenza al regime comunista in Romania. Tra le numerose opere, alcune hanno ricevuto dei riconoscimenti: nel 1979 l’Associazione degli Scrittori di Romania lo premia per il suddetto Giorni di sabbia; nel 1986, per Al doilea mesager (Il secondo messaggero) riceve “Il Premio della libertà” da parte del Pen Club Français; nel 1990 è insignito Chevalier de l’Ordre des Arts et Lettres e tre anni più tardi ha ricevuto, da parte della medesima Associazione degli Scrittori, il massimo riconoscimento per Dimineaţa unui miracol (La mattina di un miracolo).
Le sue principali opere in lingua romena: Ultimii / Gli ultimi, Bucarest, Eminescu Edizioni, 1970; Bucarest, Universala Edizioni, 2000 (romanzo); Fără vâsle / Senza remi, Bucarest, Eminescu Edizioni, 1972; Bucarest, ALLFA, 2001 (romanzo); Noaptea / La notte, Bucarest, Eminescu Edizioni, 1974 (romanzo); Grădina Icoanei / Il giardino dell’Icona, Bucarest, Eminescu Edizioni, 1977 (romanzo); Zile de nisip / Giorni di sabbia, Bucarest, Cartea Românească Edizioni, 1979; Paris, Albin Michel, 1989; Bucarest, Ed. Fundaţiei Culturale Române, 1993 (romanzo); Somnul vameşului / Il sonno del doganiere, Bucarest, Eminescu Edizioni, 1981 (romanzo); Al doilea mesager / Il secondo messaggero, Paris, Albin Michel, 1985; Bucarest, DU Style Edizioni, 2004 (romanzo); Îmblînzitorul de lupi / Il domatore di lupi, Bucarest, Albatros Edizioni, 1991; Bucarest, Eminescu Edizioni, 1997 (romanzo); Oratoriu pentru imprudenţă / Oratorio per l’imprudenza, Bucarest, Cartea Românească Edizioni, 1991 (racconti); Noaptea de solstiţiu / La notte del solstizio, Baia Mare, Teatro Drammatico, 1992 (opera teatrale); Dimineaţa unui miracol / La mattina di un miracolo, Bucarest, Univers Edizioni, 1993; Bucarest, ALLFA, 2011 (romanzo); Aici şi acum / Qui e ora, Bucarest, Cartea Românească Edizioni, 1996; Bucarest, ALLFA, 1998 (articolo); Provocatorul / Il provocatore, Bucarest, ALLFA, 1997 (romanzo); Jurnal infidel: pagini din exil, 1987-1993 / Il diario infedele: pagine dell’esilio, 1987-1993, Bucarest, Eminescu Edizioni, 1998 (diario dell’esilio); Iarba zeilor / L’erba degli dei, Bucarest, Biblioteca Centrale, 1998 (racconti); 2 + 1, Bucarest, Cartea Românească Edizioni, 1999 (opere teatrali); Jurnal infidel: ieşirea din exil, 1992-1997 / Il diario infedele: uscita dall’esilio, 1992-1997, Bucarest, Paralela 45, 2002 (diario dell’esilio); Jurnal infidel: calea şi semnul, 1997-2001 / Il diario infedele: la strada e il segno, 1997-2001, Bucarest, ALLFA, 2004 (diario dell’esilio); Opere complete, 1-7, Bucarest, ALLFA, 2005-2008.
Le sue principali opere in lingua francese: Le second messager, trad. di Alain Paruit, Paris, Albin Michel, 1985 (romanzo); Crime de sable, trad. di Alain Paruit, Paris, Albin Michel, 1989 (romanzo); Le matin d’une miracle, trad. di Alain Paruit, Arles, Actes Sud, 1992 (romanzo); Le dompteur de loups, trad. di Alain Paruit, Arles, Actes Sud, 1994 (romanzo); Le provocateur, trad. di Florica Ciodaru-Courriol, Paris, Euro Culture, 2000 (romanzo). Adattamenti cinematografici: Faleze de nisip / Scogliere di sabbia, diretto da Dan Piţa, Romania, 1983; Somnul Insulei / Il sonno dell’isola, diretto da Mircea Veroiu, Romania, 1994.
Per maggiori informazioni su BOOKCITY Milano 2013, si veda: http://www.bookcitymilano.it/
Responsabile progetto: MIHAI STAN
Tel. +39.041.5242309
Mail mihai.stan@icr.ro
ISTITUTO ROMENO DI CULTURA E RICERCA UMANISTICA DI VENEZIA
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giovedì 6 novembre 2014
Expoziţia „Spart, răsturnat, căzut, vărsat” de Adina Plugaru, în Mica Galerie a IRCCU Veneţia / La mostra “Rovesciato, caduto, rotto” di Adina Plugaru nella Piccola Galleria dell’Istituto Romeno di Venezia
Comunicat de presa
Sâmbătă, 08 noiembrie 2014 18:00 - Luni, 15 decembrie 2014
Sambătă, 8 noiembrie, de la ora 18,00, Mică Galeria a Institutului Român de cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția găzduiește vernisajul expoziției Spart, răsturnat, căzut, vărsat a artistei Adina Plugaru (curator Roxana Sava).
Vizitatorii sunt invitați sa ia parte la un experiment pe tema emoțiilor și interacțiunilor ce se nasc în jurul mesei.
Cei care intră în spațiul galeriei se vor regăsi într-un mediu încărcat de stimuli auditivi și vizuali care îi va provoca să regândească rolul arbitrarului în viața noastră. Ei vor fi întâmpinați mai întâi de un obiect tangibuil, o masă rotundă care păstrează urmele dialogurilor desfășurate în jurul ei, și de fundalul sonor, punctat de sunete-vedetă sugestive. Ulterior vor descoperi desenele autoarei, captive în tăbliile transparente ale unor mese imaginare.
După cum mărturisește artista, “Acest proiect s-a născut din întâlnirea accidentală dintre o cană și un ibric de cafea prea plin”. Evenimentul minor i-a prilejuit Adinei Plugaru o meditație amplă, ludică pe tema nevoii tipic umane de a găsi tipare și explicații chiar și în cele mai întâmplătoare forme și fenomene. Suntem subjugați de povești, vedem semne și prevestiri în orice formă întâmplătoare, de la stalactite la norii de pe cer; de ce nu, s-a întrebat artista, și în petele de cafea? Pe acestea le-a transformat din amprente ale acțiunilor cotidiene în simboluri presărate pe harta memoriei. Băutul cafelei este un act plin de semnificaţii. La o cafea se fac declaraţii şi confidenţe, se discută afaceri şi strategii, se desfăşoară un întreg univers de emoţii şi intenţii.
De aceea studiul socio-cultural al interacţiunilor ce au loc la masă, în jurul unei ceşti de cafea, poate releva multe nuanţe în atitudinea individului, în necesitatea de a recurge la acest pretext pentru dialog. În lucrările Adinei Plugaru petele, aceste umile semne ale trecerii omenești, se vor transforma, prin intermediul semnului plastic, din simple accidente sau expresii ale unor momente de neatenţie într-un mijloc de dialog, un exerciţiu de imaginaţie. Ele apar în contextul mesei, obiect încărcat de semnificații, simplificat și el până la esență. Limbajul plastic, forma de exprimare aleasă reprezintă doar un punct de pornire, prin care privitorul va putea să-şi reconstruiască interacţiunile, să re-semnifice neprevăzutul şi inexplicabilul din viaţa cotidiană. Perspectiva optimistă a artistei ne prilejuiește un moment fericit de reflecție asupra modului cum abordăm neprevăzutul din viața noastră.
Adina Plugaru este absolventă (2008) a Facultăţii de Arte Plastice din cadrul Universității de Arte din București, secția pictura, clasa profesorului universitar Ştefan Câlția, cu o lucrare de licență intitulată “De la fontă la catifea”. În 2009 a absolvit cursurile de masterat în cadrul aceleiași universități. Între anii 2007 si 2009 este preparator în cadrul Universităţii Naționale de Artă Bucureşti, catedra pictură, a profesorului universitar Ștefan Câlția, iar între 2010 și 2012 a fost bursier Nicolae Iorga al Institutului Român de Culturè òi Cercetare Umanistică de la Veneția. Din 2010 este membru al Uniunii Artiștilor Plastici.
Expoziţia va fi deschisă până pe 15 decembrie 2014.
Intrarea este liberă.
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Sabato, 08 novembre 2014 18:00 - Lunedì, 15 dicembre 2014
Sabato, 8 novembre, dalle 18.00, la Piccola Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia ospita l’inaugurazione della mostra di pittura Rovesciato, caduto, rotto dell’artista Adina Plugaru (curatrice della mostra: Roxana Sava). I visitatori sono invitati a prendere parte ad un esperimento incentrato sulle emozioni ed interazioni che nascono a tavola. Entrando nella galleria ci si troverà immersi in un ambiente carico di stimoli auditivi e visivi, che faranno riflettere sul ruolo dell’aleatorio nelle nostre vite.
I visitatori saranno dapprima accolti da un oggetto fisico, una tavola rotonda che conserva le tracce dei dialoghi avvenuti intorno ad essa, e da uno sfondo sonoro dai suoni molto suggestivi. Si scoprono poi i disegni dell’artista, imprigionati tra lastre trasparenti come dentro tavoli immaginari. Così come confessa l’artista, “questo progetto è nato dall’incontro incidentale tra una tazza e un bricco di caffè troppo pieno”.
L’evento minore vissuto da Adina Plugaru ha dato spunto ad un’ampia meditazione ludica sul tema della necessità, tipicamente umana, di trovare modelli e spiegazioni persino nelle forme e nei fenomeni più casuali. Siamo affascinati dalle fiabe, leggiamo segni e presagi nelle forme più casuali della natura, dalle stalattiti alle nuvole nel cielo. Perché non trovarne anche nelle macchie di caffè? E’ da tali macchie che l’artista prende spunto, trasformandole da impronte di azioni quotidiane in altrettanti simboli sparsi sulla mappa della memoria. Bere il caffè è un atto pieno di significati. Davanti ad un semplice caffè si fanno dichiarazioni e ci si confida, si parla di affari e di strategie, si sviluppa un intero universo di emozioni ed intenzioni.
Lo studio socio-culturale delle interazioni createsi intorno al tavolo, intorno alla tazza di caffè, può perciò mettere in risalto tante sfumature nell’atteggiamento di un individuo, nella necessità di ricorrere ad un pretesto per il dialogo. Nei lavori di Adina Plugaru, le macchie - umili segni dell’evanescenza umana - si trasformeranno, attraverso il segno artistico, da semplici incidenti o espressioni di un momento di disattenzione, in un mezzo di dialogo, in un esercizio di immaginazione. Tali segni appaiono sulla tavola, un oggetto carico di significati, anch’esso semplificato, in questo contesto, fino all’essenza. Il linguaggio artistico, ovverosia la forma di espressione scelta, rappresenta solo un punto di partenza dal quale ognuno potrà ricostruire le proprie interazioni, restituendo un significato all’imprevisto e all’inspiegabile della vita quotidiana. La prospettiva ottimistica dell’artista genera un felice attimo di riflessione sul modo in cui, nella nostra vita, affrontiamo l'imprevisto.
Adina Plugaru si è laureata in Belle Arti (indirizzo: Pittura, classe del prof. Ştefan Câlţia) presso l’Università di Bucarest (2008), con un progetto intitolato „Dalla ghisa al velluto”. Nel 2009 ha conseguito il diploma di Master presso la stessa università. Dal 2007 al 2009 ha ricoperto l’incarico di docente presso l’Università Nazionale d’Arte (indirizzo Pittura, classe del prof. Ştefan Câlţia), Bucarest. Dal 2010 al 2012 è stata borsista “Nicolae Iorga” presso l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. Dal 2010 è membro dell’Unione degli Artisti Plastici della Romania.
La mostra resterà aperta fino al 15 dicembrie 2014.
L’entrata è libera.
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mercoledì 5 novembre 2014
Bookcity Milano 2014 Incontro: “Romania. Testimoniare per non dimenticare"
Incontro: “Romania. Testimoniare per non dimenticare"
Ore: 14 00-14 45
Nella ricorrenza dell'anniversario dei 25 anni dalla caduta del regime comunista in Romania, la casa editrice Rediviva, il Centro Culturale Italo Romeno, Forum della Città Mondo Milano - Vi invitano, nell'ambito di BOOKCITY Milano, all'incontro: Romania. Testimoniare per non dimenticare che si terrà domenica 16 novembre 2014, alle ore 14 00 presso PALAZZINA LIBERTY Largo Marinai d'Italia-Milano.
Nel programma:
Presentazione dei libri della collana Memoria: “Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste” (cura e documentazione: Violeta P. Popescu, Claudia Bolboceanu, Mirela Tingire, Lorena Curiman), Rediviva 2014 e Tra oblio e memoria di Micaela Ghitescu (traduzione Ingrid B Coman), Rediviva 2014.
Interveranno: George BOLOGAN, Antonio BUOZZI, Ingrid COMAN, Florentina NITA, Claudia BOLBOCEANU, Violeta POPESCU.
Seguirà il VIDEO: Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste (7'), realizzato da Alina NASTASA
Il libro “Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste (1945-1964), vuole rendere omaggio alla memoria dei romeni vittime degli orrori comunisti. Insediato dalle truppe sovietiche alla fine della seconda Guerra mondiale, il regime comunista di Romania ha avuto come principale meta lo sterminio delle élite politiche, militari, religiose e culturali, ma anche semplici contadini. I dati dell’Istituto per l’Investigazione dei Crimini del Comunismo, indicano che, durante in regime, oltre 3.000.000 di romeni sono stati incarcerati in 44 prigioni e 72 campi di lavori forzati, e 800.000 sono morti.
“Tra oblio e memoria” di Micaela Ghitescu. Traduzione dal romeno Ingrid Beatrice Coman;
Un libro di memorie intenso e commuovente, che trascende la storia personale e diventa la storia di un popolo intero. Scritto da una professionista della traduzione – Micaela Ghiţescu - il libro è più del racconto di una letterata, quasi un manuale di storia. La signora ci accompagna con uno stile delicato ma conciso, senza sbavature, nei meandri di un vissuto travagliato e struggente, con qualche spiraglio di luce qua e là, insegnandoci una meravigliosa storia di sopravvivenza e coraggio.Micaela Ghiţescu è nata il 18 luglio 1931 a Bucarest. È figlia di Maria Eliza (nata Papacostea), laureata in Lettere, e di Constantin Ghiţescu, medico chirurgo. Nel periodo in cui era studente è stata arrestata all’interno del famoso “lotto francese”, formato da allieve e insegnanti del Liceo francese. Ha scontato una condanna politica di tre anni (1952-1955). Si è laureata in filologia all’Università di Bucarest nel 1957; visto il divieto di esercitare la professione di insegnante, è stata, nell’ordine, operaio specializzato, traduttore tecnico, documentarista in un istituto di ricerche farmaceutiche, poi redattore principale presso la Biblioteca Centrale Pedagogica. Dal 2003 è redattore-capo della pubblicazione «Memoria» – la rivista del pensiero arrestato. È stata membro nel Consiglio dell’Unione degli Scrittori e presidente della sezione traduzione dell’Associazione degli Scrittori di Bucarest. Ha pubblicato oltre 80 volumi di traduzioni da diverse lingue (portoghese, spagnolo, francese, tedesco e inglese) per le quali ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.
L'evento gode del patrocinio del Consolato Generale della Romania Milano e si inserisce nel programma SCRITTI DALLA CITTÀ MONDO, evento promosso per BookCity dal Tavolo di Lavoro Comunicazione ed Eventi Culturali dell'ambito del FORUM CITA DEL MONDO- Comune Milano al quale partecipa tra le altre realtà associative dalla Lombardia anche il Centro Culturale Italo-Romeno. Il Forum è un importante ambito di condivisione di idee, progetti e proposte per lo sviluppo di politiche culturali ed economiche, anche in vista di Expo Milano 2015.
Gli organizzatori chiedono cortesemente ai partecipanti di essere puntuali all'incontro che si svolgerà nell'orario 14 00 -14 45 essendo previsti anche altri incontri.
Per info:
infoculturaromena@gmail.com; tel. +3407638880
Servizio Reti e Cooperazione Culturale Settore Valorizzazione Patrimonio Artistico e Sviluppo Servizi Cultura. Comune di Milano Piazza Duomo, 14 - 20121 Milano tel. +39 02.884.63633
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Catalina Sava
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Infomigranti: corso gratuito di giornalismo a Roma. Iscrizioni entro il 30/11
La redazione di Piuculture – www.piuculture.it – giornale online sui migranti che vivono, studiano e lavorano a Roma, seleziona 6 giovani di origine straniera per un Laboratorio di giornalismo e comunicazione interculturale.
Il corso gratuito sarà finalizzato a una campagna di informazione sui servizi per gli stranieri nel territorio del Municipio II di Roma e verrà realizzato da gennaio a luglio 2015 con il patrocinio del Dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale della Sapienza, Università di Roma grazie ai fondi stanziati attraverso l’Otto per Mille dalla Chiesa Valdese.
I giovani selezionati verranno formati alle tecniche di giornalismo e comunicazione interculturale e matureranno le seguenti competenze:
scrittura per il web
utilizzo del CMS WordPress
ottimizzazione del posizionamento sui motori di ricerca (SEO)
social media marketing
Alla formazione teorica verranno affiancate:
esercitazioni pratiche e redazione di articoli per il giornale
mappatura dei servizi di base per gli stranieri nel Municipio II
costruzione di una campagna informativa multilivello e multilingua diretta alle comunità presenti sul territorio.
Agli studenti del CoRis potranno essere riconosciuti Crediti Formativi Universitari (CFU).
A tutti i partecipanti che avranno frequentato almeno il 70% delle attività previste dal corso gratuito di comunicazione interculturale, sarà riconosciuto un attestato di partecipazione al termine delle lezioni.
Requisiti:
almeno 18 anni compiuti
buona conoscenza della lingua del paese d’origine.
ottima conoscenza della lingua italiana parlata e scritta (livello C1 del quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue).
competenze informatiche di base (Word, posta elettronica, ricerca internet).
Impegno richiesto:
disponibilità ad una lezione settimanale di 2 ore (zona Piazza Fiume) per un totale di 60 ore
attività sul campo (per un totale di 100 ore)
Modalità di partecipazione
Gli interessati al corso gratuito di giornalismo e comunicazione interculturale possono inviare la domanda di partecipazione via e-mail all’indirizzo infomigranti.piuculture@gmail.com entro e non oltre il 30 novembre 2014 secondo la domanda allegata.
A questa dovrà essere affiancato:
breve CV (massimo 1800 battute spazi inclusi, che contenga: studi intrapresi, eventuale attività lavorativa, competenze informatiche, conoscenze linguistiche);
breve lettera motivazionale (900 battute spazi inclusi).
I candidati prescelti verranno invitati a un colloquio di selezione nella sede di Piuculture in via Aniene 26/a, Roma. Solo i candidati selezionati saranno contattati.
Scarica il bando
Scarica la domanda di partecipazione
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O noua promotie Generali Spa accidente profesionale si extraprofesionale pentru cetatenii romani
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Catalina Sava
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Elezioni per il presidente rumeno: pure a Canicattì si vota socialdemocratico
IMMIGRATI
di Gioacchino Moncado — 04 Novembre 2014
CANICATTI'. Si sono svolte senza grossi problemi le operazioni di voto in città per la scelta del nuovo presidente della Repubblica rumena. Nel seggio canicattinese voluto dal Consolato rumeno, l’unico in Sicilia insieme a quello allestito a Catania e tra i 51 allestiti in tutta Italia, per tutta la giornata di domenica si sono recati numerosissimi cittadini del paese dell’est Europa provenienti da diversi comuni dell’hinterland.
Si è trattato di un momento di grande importanza sotto il profilo istituzionale e dei rapporti tra i due paesi che ha visto Canicattì porsi come punto di riferimento non soltanto per la foltissima comunità rumena residente in città, oltre sei mila i rumeni presenti, ma anche per i rappresentanti ufficiali del Governo rumeno che sono stati presenti per l’occasione a Canicattì. Il seggio dove si sono svolte le operazioni di voto è stato allestito in una stanza della locale associazione Auser, in piazza Cusmano, su concessione dell’istituto socio – assistenziale «Burgio Corsello». A coordinare le operazioni è stata Monica Gheorghita, inviata dal ministero degli Esteri rumeno, che ha avuto il ruolo di presidente del seggio elettorale. Insieme a lei hanno vigilato sul regolare andamento del voto i due membri della commissione elettorale, Trifou Buzatu ed Irinel Dogaru.
Fonte: Giornale di Sicilia
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Ladispoli al terzo posto nel Lazio per affluenza di cittadini romeni alle urne
Domenica scorsa si sono svolte in Romania e nei seggi allestiti all’estero le elezioni presidenziali. Nei 294 seggi organizzati in tutto il mondo da parte del Ministero dei Esteri romeno si e registrata una affluenza di 161.054 elettori. La maggiore affluenza degli elettori romeni all’estero e stata registrata in Italia, dove sono andati alle urne 35.508 elettori. Seguono Spagna con 33.053, Repubblica Moldavia con 21.980, Inghilterra con 9.933, Francia con 7.720, Germania con 8.140, Belgio con 6.442 e USA con 6.221.
“Siamo orgogliosi di annunciare – afferma Adrian Gherman, delegato del sindaco ai rapporti con la Comunità romena di Ladispoli – che, dopo i seggi del Consolato romeno e dell’Accademia di Romania di Roma e nei quali si vota da oltre vent’anni, Ladispoli si e collocata al terzo posto nel Lazio per affluenza con una partecipazione di 1.300 elettori.
Un risultato importante visto che a Ladispoli i cittadini romeni possono votare solo dal 2009. Non essendo stato raggiunto da nessun candidato il 50% + 1 dei voti, si dovrà ricorrere al ballottaggio fra i due candidati Victor Ponta del Partito Social Democratico e Klaus Iohannis dell’Alleanza Cristiano-Liberale.
Il ballottaggio avrà luogo domenica 16 Novembre ed a Ladispoli si voterà sempre presso il palazzo comunale in piazza Giovanni Falcone dalle ore 07 alle ore 21, esibendo i documenti romeni validi quali passaporto o carta di identità”.
Fonte: Terzo Binario
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Catalina Sava
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În 2014, au votat în străinătate cu 70% mai mulţi români decât în 2009. „Cu noi ce faceţi, dragi „oficiali de la Bucureşti”? Pe noi ne ştergeţi din statistici? Intrăm la pierderi?”
Au stat la coadă ore în şir ca să voteze pentru viitorul ţării care nu le-a oferit mare lucru. Multora li s-au închis în faţă uşile secţiilor de votare, înainte ca ei să apuce să îşi exercite dreptul pe care îl au în calitate de cetăţeni ai României. La Paris, la Londra, la Viena, au strigat împotriva guvernanţilor care i-au forţat să trăiască umilinţa cozilor la vot şi şi-au povestit experienţa amară în scrisori şi relatări impresionante. 161.054 de români au votat duminică în străinătate, cu aproape 70% mai mult faţă de câţi au făcut-o în primul tur al alegerilor din 2009, când au venit la urne 95.068 de conaţionali. Sunt români care locuiesc în Italia, Spania, Marea Britanie, Germania, români care sunt îngrijoraţi acum de ce îi aşteaptă la cel de-al doilea tur al alegerilor prezidenţiale. „Şi data viitoare eu cum să fac?! Să vin pe la 7 dimineaţa aşa? O să vin. La 7. Ca mine vor veni şi ceilalţi câteva mii de oameni şi ne vom îmbulzi mai abitir. Pentru că noi permitem să stăm la coadă cu miile şi să aşteptăm să mai şi votăm. Cu noi ce faceţi, dragi „oficiali de la Bucureşti" pe care îi aşteptăm să ne permită să votăm? Pe noi ne ştergeţi din statistici? Intrăm la pierderi? Cum explicati voi acum această situaţie? Cum vă imaginaţi voi că putem sta de două ori la o coada infiorătoare ca să „fraudăm" alegerile când românul de la Paris nu apucă sa voteze măcar o dată?”, îi întreabă pe oficialii de la Bucureşti Eva Ferriere, o româncă stabilită în Franţa.
gândul vă prezintă cum a evoluat numărul românilor care au votat în diaspora, în noiembrie 2014, faţă de cel înregistrat la alegerile prezidenţiale din 2009, şi vă prezintă câteva dintre mărturiile celor care au votat sau au încercat să voteze duminică în afara ţării.
Italia: de la 24.650 de alegători, în 2009, la 35.508, în 2014
Cele mai multe voturi ale românilor din străinătate au venit din Italia. Mai mult, anul acesta a existat o creştere de aproximativ 11.000 de voturi, de la 24.650, în 2009, la 35.508 în 2014.
În aceeaşi situaţie este şi Spania, ţară clasată pe locul doi ca număr de români care votează. Cu 13.000 mai mulţi români s-au prezentat duminică la vot, în comparaţie cu primul tur al alegerilor din 2009, numărul lor crescând de 20.884 la 33.053. O diferenţă remarcabilă se poate observa în Marea Britanie, unde numărul voturilor a crescut de cel puţin două ori. Dacă în 2009 au votat doar 4.078 de români, în 2014 au făcut acest lucru 9.933 de alegători.
Şi în Franţa a crescut considerabil numărul românilor care votează, de la 4.485 la 7.720, iar în Germania s-a înregistrat, din nou, un aflux mare de votanţi. Aici, dacă în 2009 au votat 2.941 de români, în 2014 numărul lor a ajuns la 8.140.
„Alegerile acestea au fost o mare dezamăgire. Nu ne-am putut alege preşedintele care să ne reprezinte”
Cele mai mari probleme au fost la secţiile de votare din Paris, Londra şi Munchen, unde mii de români au aşteptat, în zadar, să-şi exercite un drept constituţional. În vreme ce în ţară se publicau primele rezultate ale alegerilor prezidenţiale, în străinătate, românii stăteau încă la coadă, sperând să poată avea şi ei un cuvânt de spus privind numele viitorului preşedinte al României. Se aflau acolo de ore întregi, în stradă, îndurând frigul. Mulţi dintre ei au stat şi opt-nouă ore la coadă, cu copiii lângă ei.
Magdalena Bălan, o româncă stabilită în Germania, povesteşte pentru gândul umilinţa prin care a trebuit să treacă atunci când a încercat, fără succes, să îşi exercite dreptul la vot. “Duminică, mie şi mai multor români plecaţi în afară ni s-a făcut o mare nedreptate. Suntem oameni cu studii, oameni cu discernământ, oameni care am fi vrut să ne exprimăm prin vot. Lucru imposibil. S-a tras de timp, s-a redus numărul secţiilor de votare, cunoscând-se faptul că în Germania, Franţa şi Anglia sunt foarte mulţi tineri competenţi, cu discernământul de a citi dedesubturile politice, marea majoritate sătui de toate mizeriile de până acum, hotărâţi să schimbăm ceva. Organizatorii alegerilor au văzut în noi un real pericol. Au organizat în aşa fel încât să nu putem vota”, a povestit tânăra care a fost nevoită să meargă 200 de kilometri de la Frankfurt până în primul oraş în care nu exista o secţie de votare. „Alegerile acestea au fost o mare dezamăgire. Nu ne-am putut alege preşedintele care să ne reprezinte. Românii nu mai au dreptul de a decide. Vreţi controlul absolut şi probabil o să îl aveţi. Dar la câte resentimente zac în noi în ceea ce va priveşte, nu îl veţi avea pentru mult timp”, a comentat amar Magdalena Bălan.
„Ce ghinion pe tine, dragă române, care ai stat la coadă 5 ore”
Eva Ferriere, o româncă stabilită în Franţa, a fost mai norocoasă şi a reuşi să îşi exprime opţiunea prin vot, după ore întregi petrecute la coadă. „Am plecat, da. Dar am votat! Miracol pe strada Dominique. Ce noroc pe mine! Să mă bucur ? Ce ghinion pe tine, dragă române, care ai stat la coada tot 5 ore, poate 7, dar ai plecat cu buza umflată. Eh, lasa, ai venit, ne-ai văzut, am vorbit, am glumit, ne-am simţit români, restul nu conteaza. Tu eşti un român din diaspora, ai două secţii de votare în Paris unde te buluceşti cu toată Franţa pentru că în total sunt doar 6 secţii de vot: două în Paris, două în Strasbourg, una în Marseilles şi una în Lyon. Dacă stai în Bordeaux, ne pare rău. Va trebui sa vii la Paris şi să stai la coadă să nu votezi. Poate data viitoare”, a spus Eva Ferriere.
A votat după ce a fost lovit cu capul în gură
Valentin Ciubotaru a reuşit să voteze, la rândul său, la Londra, după ce a trecut prin momente extreme. "Am reuşit, din fericire, să votez după doar trei ore şi jumătate de stat la coadă, în condiţii vitrege, dar mi-am luat un cap în gură de la cineva din ambasadă", a povestit acesta, în cadrul unei intervenţii telefonice la Gândul LIVE. Românul a povestit că, asemeni miilor de conaţionali, a stat ore în şir la coadă pentru a-şi exercita dreptul de vot la primul tur de scrutin pentru alegerile prezidenţiale. "La 20.30 cei care se aflau la coadă stăteau deja de 6-7 ore afară să voteze", a spus Ciubotaru, afirmând că procesul de votare care ar fi durat normal maximum 5 minute de persoane dura în medie minute bune datorită birocraţiei existente în secţie." Între orele 20.00 şi 21.00 intrau în sediu oamenii care erau la coadă de la ora 13.00 - 14.00, cam ăsta era ritmul lucrului la Londra. S-au făcut cereri de către diaspora de suplimentare a secţiilor de vot şi ni s-a spus că este suficient", a precizat acesta. "La faţa locului erau cinci ştampile şi doar 5 oameni din cei 7 care ar fi trebui să supravegheze procesul de votare", a mai povestit românul Ciubotaru.
O altă româncă de la Londra a povestit despre protestele care au durat până târziu în noapte. „Protestele de azi de la Londra au ţinut până la 23:00. Unul din politişti ne-a zis: "Şi eu aş fi făcut la fel daca mi s-ar fi luat dreptul la vot". Se scanda "it's our right to vote" (n.r. „E dreptul nostru să votăm”). S-a mai scandat: "Ponta nu uita, Romania nu-i a ta", "Jos Ponta", "Să vină ambasadorul", "Ieşiti afară", "Dreptul la vot", "Vrem să votam", "Democraţie””, a relatat pe Facebook Raluca Teodor.
Şi în Danemarca, românii care au mers duminică la vot au avut de aşteptat trei ore la coadă pentru a-şi putea exercita dreptul la vot. “Am votat în Copenhaga, la ambasada României, dar am stat trei ore. Au fost foarte mulţi oameni, o singură secţie şi doar trei ştampile. Nu au putut vota toţi cei de la coadă”, a declarat pentru gândul Raj Teodorescu, un român care locuieşte de 10 ani în Copenhaga.
Zimbabwe şi Coreea de Sud, ţările unde nu au existat probleme la vot
Au existat şi ţări în care votul s-a desfăşurat fărăr niciun fel de probleme, pentru că numărul românilor care şi-au exercitat acest drept a fost extrem de mic. În noiembrie 2014, au votat în Zimbabwe doar şase români, faţă de 10 câţi au fost înregistraţi în 2009. 34 de români plecaţi în Kenya şi 39 de români din Letonia şi-au exercitat dreptul de vot, faţă de niciunul în precedenta rundă de alegeri prezidenţiale, din 2009. În Coreea de Sud, în schimb, numărul românilor care au votat a crescut de aproape şapte ori, de la 8, în 2009, la 53, în 2014.
Premierul Victor Ponta, candidatul PSD la preşedinţia României, a ieşit alături de ministrul de Externe Titus Corlăţean, pentru a da explicaţii despre situaţia din diaspora, unde mulţi români nu au putut să voteze, din cauza proastei organizări a alegerilor.
„Fiecare cetăţean român oriunde se află acesta trebuie să poată să îşi exercite dreptul de vot. Este inadmisibil ca unul sau 100 din cetăţenii României să nu poate să voteze. Trebuie să arătăm respect oricărui cetăţean român care vrea să voteze”, a spus Victor Ponta.
El a dat asigurări că vor fi luate toate măsurile pentru ca pe 16 noiembrie, aceste lucruri să nu se mai repete: „Domnul ministru şi echipa sa de la MAE îmi garantează cu funcţiile lor că nu vor rămâne români în afara secţiilor de vot, care să nu poată să voteze”.
Sursa: Gandul.info
Citeste si:
Victor Ponta: Dacă rămâne vreun român care a vrut să voteze şi nu a putut, pleacă toată echipa de la MAE
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