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lunedì 27 ottobre 2014

Românii și Marele Război” – expoziție foto-documentară la Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – Palazzo Carignano din Torino dedicată aniversării centenarului Primului Război Mondial‏ /„I Romeni e la Grande Guerra” – mostra foto-documentaria al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – Palazzo Carignano di Torino dedicata al 100° Anniversario della Grande Guerra



COMUNICAT DE PRESĂ

„Românii și Marele Război” – expoziție foto-documentară la
Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – Palazzo Carignano din Torino
dedicată aniversării centenarului Primului Război Mondial

Joi, 30 octombrie 2014, ora 17:00, la Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – Palatul Carignano din Torino va avea loc inaugurarea expoziției foto-documentare cu titlul „I Romeni e la Grande Guerra/Românii și Marele Război”. Evenimentul, organizat de Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția, Consulatul General al României la Torino, Muzeul Național de Istorie a României, Arhivele Naționale ale României și Universitatea Babeș–Bolyai din Cluj-Napoca, în colaborare cu Primăria orașului Torino și Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – Palazzo Carignano, beneficiază de patronajul Ambasadei României în Republica Italiană, al Regiunii Piemonte, al Provinciei Torino și al Primăriei orașului Torino. Partener media: Radio Torino International.
În urma colaborării dintre Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția și Muzeul Național de Istorie a României, Arhivele Naționale ale României și Universitatea Babeș-Bolyai din Cluj-Napoca, a rezultat expoziţia „I Romeni e la Grande Guerra/Românii și Marele Război” ce reunește peste 40 de panouri foto-documentare menite să prezinte publicului implicarea românilor și a României în Primului Război Mondial, pe baza documentelor de arhivă, a fotografiilor, ilustrațiilor contemporane și a documentelor de presă.
Expoziţia beneficiază de sprijinul financiar al Institutului Cultural Român şi va rămâne deschisă publicului până în data de 14 decembrie a. c., la Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – Palazzo Carignano din Torino (Piazza Carlo Alberto 8, Torino). Intrarea este liberă. Participarea la vernisajul expoziției se face pe bază de invitație, iar confirmările sunt așteptate la nr. de telefon: 3349976873 sau la e-mail: mihai.stan@icr.ro

Organizatori: Institutul Cultural Român, Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția, Consulatul General al României la Torino, Muzeul Național de Istorie a României, Arhivele Naționale ale României și Universitatea Babeș–Bolyai din Cluj-Napoca

În colaborare cu: Primăria orașului Torino și Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – Palazzo Carignano din Torino

Cu patronajul: Ambasada României în Republica Italiană, Regiunea Piemonte, Provincia Torino și Primăria orașului Torino

Responsabil proiect: MIHAI STAN
Tel. +39.041.5242309
Mail mihai.stan@icr.ro
INSTITUTUL ROMÂN DE CULTURĂ ȘI CERCETARE UMANISTICĂ DE LA VENEȚIA
______________________________________________

COMUNICATO STAMPA
„I Romeni e la Grande Guerra” – mostra foto-documentaria al
Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – Palazzo Carignano di Torino
dedicata al 100° Anniversario della Grande Guerra

Giovedì, 30 ottobre 2014, ore 17:00, presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano - Palazzo Carignano di Torino avrà luogo l’inaugurazione della mostra foto-documentaria dal titolo „I Romeni e la Grande Guerra”. L’evento, organizzato dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, il Consolato Generale della Romania a Torino, il Museo Nazionale di Storia della Romania, l’Archivio Nazionale della Romania e l’Università Babeș–Bolyai di Cluj-Napoca, in collaborazione con la Città di Torino e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – Palazzo Carignano, si avvale del patrocinio dell’Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana, della Regione Piemonte, della Provincia di Torino e della Città di Torino.
In seguito alla collaborazione tra l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e il Museo Nazionale di Storia della Romania, l’Archivio Nazionale della Romania e l’Università Babeș-Bolyai din Cluj-Napoca, è risultata la mostra „I Romeni e la Grande Guerra” che riunisce oltre 40 panelli foto-documentari che rispecchiano la partecipazione dei romeni e della Romania alla Grande Guerra, in base ai documenti d’archivio, alle fotografie, alle illustrazioni coeve e alle rassegne stampa d’epoca.
La mostra si avvale del sostegno finanziario dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest e rimarrà aperta al pubblico fino al 14 dicembre prossimo, presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – Palazzo Carignano di Torino (Piazza Carlo Alberto 8, Torino). Ingresso libero. L’ingresso all’inaugurazione della mostra sarà su invito. Per informazioni e prenotazioni: 3349976873 o mihai.stan@icr.ro.

Organizzatori: Istituto Culturale Romeno di Bucarest, Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, Consolato Generale di Romania a Torino, Museo Nazionale di Storia della Romania, Archivio Nazionale della Romania e Università Babeș–Bolyai di Cluj-Napoca

In collaborazione con: Città di Torino e Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – Palazzo Carignano di Torino

Con il patrocinio di: Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana, Regione Piemonte, Provincia di Torino e Città di Torino

Responsabile progetto: MIHAI STAN
Tel. +39.041.5242309
Mail mihai.stan@icr.ro
ISTITUTO ROMENO DI CULTURA E RICERCA UMANISTICA DI VENEZIA

domenica 26 ottobre 2014

Presentazione del libro Grammatica d'uso della lingua romena, (livelli A1-B2) di Valentina Negritescu e Nicoleta Nesu, Casa Editrice Hoepli

ACCADEMIA DI ROMANIA IN ROMA

invita alla
presentazione del libro

Grammatica d’uso della lingua romena
(livelli A1-B2)
di Valentina Negritescu e Nicoleta Nesu

30 ottobre 2014, ore 18.00
Accademia di Romania. Biblioteca
(P.zza José de San Martin, no. 1)
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COMUNICATO STAMPA

Presentazione del libro Grammatica d’uso della lingua romena, (livelli A1-B2) di Valentina Negritescu e Nicoleta Nesu,
Casa Editrice Hoepli, giovedi 30 ottobre 2014, ore 18.00,
l’Accademia di Romania, Biblioteca (P.zza José de San Martin, no. 1).

Intervengono:
Dott. Giovanni Ulrico Hoepli, Amministratore della Casa Editrice Hoepli
Dott. Marco Sbrozi, Direttore editoriale Hoepli
Prof. Luisa Valmarin, Università La Sapienza, Roma
Prof. Angela Tarantino, Università La Sapienza, Roma
Prof. Valentina Negrițescu, Università degli Studi di Milano
Prof. Nicoleta Neșu, Università La Sapienza, Roma

Grazie alla chiara ed efficace spiegazione dei contenuti teorici, la Grammatica d’uso della lingua romena è un manuale di facile utilizzo, finalizzato a un uso corretto della lingua e all’acquisizione di una immediata competenza comunicativa per i livelli A1-B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue. Il testo è articolato in 93 unità, ognuna delle quali presenta un singolo aspetto della grammatica romena, in un’ottica di progressione didattica; quando necessario allo stesso argomento sono dedicate più unità. Ogni unità è strutturata su doppia pagina: su quella di sinistra lo studente trova la spiegazione della regola, presentata in forma graficamente chiara e corredata di frasi d’esempio; sulla pagina di destra sono proposti esercizi di diversa tipologia sempre relativi ai contenuti grammaticali affrontati nella pagina a fianco. Ogni dieci unità, sono presenti esercizi di riepilogo utilizzati come strumento di controllo per la verifica dei progressi raggiunti. Completano il testo: una sezione di test di livello A2-B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue e un’appendice con tabelle grammaticali riepilogative declinazione dei sostantivi, degli aggettivi e dei pronomi; coniugazione dei verbi regolari e irregolari nei diversi modi e tempi e con un elenco di falsi amici.

Valentina Negritescu, laureata in lingue e letterature straniere all’Università di Bucarest, ricopre dal 1995 l’incarico di lettore di lingua romena presso l’Università degli Studi di Milano. Per Hoepli ha pubblicato: Dizionario di romeno (2007) e, con Davide Arrigoni, Grammatica romena (2009), I verbi romeni (2011) e Italiano per romeni (2012).
Nicoleta Nesu, laureata in inglese e romeno, con dottorato in filologia (2004), insegna linguistica generale e semiotica del testo presso l’Università Babes-Bolyai di Cluj-Napoca (Romania). Attualmente, è lettore di lingua romena, per a/ccordo culturale, presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha pubblicato diversi libri e numerosi studi e articoli di specialità in Romania e all’estero.

Ufficio stampa,
Accademia di Romania

Florin Răducioiu: "Ar fi important pentru mine să antrenez în Italia. Aş putea învăţa multe lucruri"


14 oct 2014

Fostul internaţional Florin Răducioiu a declarat, marţi, pe Gazzetta dello Sport, că ar fi important pentru el să antreneze în Italia, dar a precizat că acest lucru este foarte greu, informează site-ul seriebnews.com.

"Ar fi important pentru mine să antrenez în Italia, dar este foarte greu. Aş putea învăţa multe lucruri, aşa cum mi s-a întâmplat şi ca jucător. Şcoala de la Coverciano este una dintre cele mai bune din Europa, în fiecare zi ai ceva de învăţat acolo şi beneficiezi de cei mai profesionişti profesori. Dar după acest pas urmează să dovedeşti ceva la o echipă", a spus Răducioiu.

Fostul atacant român a afirmat că la Brescia se simte iubit: "La Brescia mă simt iubit, soţia mea Astrid este de aici. Oraşul este mic, dar frumos şi cu oameni calzi. Nu voi uita niciodată afecţiunea fanilor. A fost o perioadă frumoasă".

Florin Răducioiu, în vârstă de 44 de ani, a evoluat pentru Brescia în perioada 1992-1993 şi 1998-2000. El a mai jucat în cariera sa la formaţiile Dinamo Bucureşti, AS Bari, Hellas Verona, AC Milan, Espanol Barcelona, West Ham United, VfB Stuttgart, AS Monaco şi US Creteil.

Sursa: MEDIAFAX

Alluvione: volontari romeni al lavoro

20/10/2014
di Carmen Scortanu

In questi giorni anche i volontari della comunità romena di Parma si sono mobilitati per dare il loro aiuto alla nostra città. Per noi Parma è la nostra casa e i parmigiani sono i nostri cugini, non abbiamo mai dimenticato il sostegno che i parmigiani hanno dato a noi romeni. Abbiamo sentito il dovere di sostenere il Comune e le persone colpite dall'alluvione nei giorni scorsi e ridare il splendore di questa meravigliosa città. Lo hanno dichiarato alcuni dei volontari.

Fonte: Gazzetta di Parma

Cittadinanza: Tre indirizzi Pec per le istanze di naturalizzazione

20.10.2014

Operative da novembre nuove modalità per comunicare con gli uffici del Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione che si occupano di cittadinanza

Tre indirizzi di posta elettronica certificata dedicati alle istanze di naturalizzazione. Sarà operativa dal prossimo novembre una nuova modalità per comunicare con gli uffici del Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione che si occupano di cittadinanza ai quali gli interessati potranno scrivere per ricevere informazioni riguardo la propria pratica.

L'operazione, che risponde anche all'esigenza di dematerializzazione degli atti della pubblica amministrazione e agli obblighi derivanti dalla spending review, vuole fornire un riscontro più efficace agli interessati e si muove nel solco delle semplificazioni amministrative, per sburocratizzare l'accesso alle informazioni della PA.

Tutte le info in consulta la tua pratica.

Fonte: Ministero dell'Interno

Carnagiul din Italia în care au murit 6 români : şoferul maşinii, tatăl unui fotbalist român

Accident GRAV în Italia: 6 români au murit Accident GRAV în Italia: 6 români au murit
Una dintre persoanele rănite în accidentul rutier produs sâmbătă în Italia, în care şase cetăţeni români şi-au pierdut viaţa, este din Satu Mare şi este tatăl fotbalistului Carlo Erdei, care joacă în Anglia.

Microbuzul cu români implicat în accidentul produs pe o autostradă din Itralia era condus de Octavian Erdei, din Satu Mare, tatăl fotbalistului de 19 ani Carlo Erdei, component al naţionalei Under-18, care evoluează la echipa de tineret a grupării engleze Wolverhampton.

Carlo Erdei a scris pe Facebook mesajul: ”Tată, te iubesc. Pentru mine vei fi mereu cel mai bun“.

În urma accidentului, Octavian Erdei a fost rănit, fiind internat la un spital din Italia.

Ministerul Afacerilor Externe informa că şoferul microbuzului are fracturi multiple.

De asemenea, MAE menţiona, sâmbătă seară, că, din cauza şocului produs, şoferul nu a putut oferi elemente suplimentare asupra producerii accidentului.

În accidentul în care au fost implicaţi cetăţeni români a fost rănit grav şi un alt bărbat, despre care MAE informa că a fost supus unei intervenţii chirurgicale de urgenţă, iar prognosticul medicilor asupra şanselor sale de supravieţuire este rezervat.

De asemenea, în accident şi-au pierdut viaţa şase români, între care o femeie, soţul acesteia şi fetiţa lor în vârstă de trei ani.

Accidentul din Italia a avut loc sâmbătă, în jurul orei 5.00 (6.00, ora României), pe Autostrada A1, la periferia sud-estică a Romei, între localităţile Collefero şi Valmontone, fiind implicate microbuzul în care se aflau opt cetăţeni români, între care un copil, şi un alt microbuz în care se aflau şase cetăţeni din Maroc.

Potrivit MAE, cinci dintre români au murit pe loc, iar copilul a decedat la spitalul din Tivoli.

Pesoanele aflate în celălalt microbuz - o familie marocană formată din părinţi şi patru copii - au suferit doar răni uşoare, conform presei italiene.

Sursa: Realitatea


Citeste si:
REACŢIA Ministerului de Externe, după CARNAGIUL de pe o ŞOSEA din Italia, în care au MURIT 6 români
ACCIDENT GROAZNIC: 6 români au MURIT în Italia, sâmbătă dimineaţă. Printre victime, un bebeluş
ACCIDENTUL DIN ITALIA. Românii s-au ciocnit cu un microbuz cu șase marocani
RAV ACCIDENT ÎN ITALIA. Şase români au murit, inclusiv o fetiţă de 15 luni. UPDATE

Leggi anche:
Scontro sull'A1 vicino Roma, 6 morti. Tra le vittime anche una bambina

Reacţia MAE, după ce un oficial local italian a povestit pe Facebook cum i-a "aplicat doi pumni de calitate superioară" unui român

de Andi Manciu - Mediafax Publicat la: 19.10.2014

MAE a reacţionat, duminică, faţă de afirmaţiile jignitoare la adresa românilor ale unui politician italian, avocat şi consilier municipal, făcute într-o postare pe Facebook, în care povestea cum a agresat un român, italianul fiind acuzat de MAE de "atitudine xenofobă" şi extremism.

"Considerăm inadmisibilă atitudinea exprimată de un politician, reprezentant al administraţiei locale din Italia, ale cărui afirmaţii injurioase la adresa unui presupus român denotă o evidenta atitudine xenofobă si prejudecăţi grave la adresa cetăţenilor românilor în ansamblu, fiind in acelaşi timp un îndemn direct la violenţă. Este inacceptabil ca un oficial al administraţiei local a unui stat membru UE, prieten şi partener, să se exprime, chiar şi pe o reţea de socializare, în acest mod denigrator faţă de alţi cetăţeni europeni, faţă de români", se arată într-un comunicat al purtătorului de cuvânt al MAE, Brânduşa Predescu, remis MEDIAFAX.

De asemenea, MAE susţine că afirmaţiile politicianului italian, "cu evidentă conotaţie xenofobă, afectează şi decredibilizează rolul de model şi de reper moral pentru comunitate pe care orice ales local într-o administraţie europeană ar trebui să şi-l asume".

"România respinge orice manifestare prin care cetăţenii săi sunt discriminati, etichetaţi jignitor şi denigraţi în societăţile europene în care au ales să trăiască, exercitandu-şi drepturile egale cu toţi ceilalţi cetăţeni europeni. Din această perspectivă, România nu va ezita să se disocieze şi să condamne public atitudini de tipul celei menţionate care promovează xenofobia însoţită de violenţă si care, in mod deliberat, stimuleaza manifestari şi poziţii politice extremiste, în contrast total cu valorile europene", se mai spune în comunicatul MAE.

Un membru al Consiliului municipal al oraşului italian Montesilvano (centru), Anthony Aliano, de profesie avocat, se laudă pe Facebook că i-a aplicat "doi pumni de calitate superioară" unui pieton român care îi lovise maşina cu piciorul, răzbunându-se şi pentru că ar fi fost tratat rău în România.

"Astăzi (vineri - n.red), în timp ce mergeam spre serviciu, un român cred (aşa părea după limbajul vulgar) îmi traversează strada cu un câine mare care îl trăgea înainte cu viteză, iar el, nereuşind să se sincronizeze cu trecerea mea, îmi trage un şut puternic în maşină", a scris, pe propria pagină de Facebook, Anthony Aliano, consilier municipal în oraşul Montesilvano (regiunea Abruzzo, centrul Italiei).

"Morala fabulei: am coborât din maşină şi i-am aplicat doi pumni de calitate superioară", a precizat consilierul municipal, de profesie avocat. "Şi i-am spus: când am fost eu în România cu serviciul (timp de şase luni), m-au tratat rău, deşi am fost respectuos. Noi, în Italia, vă permitem să staţi pe străzi, să furaţi, să comiteţi violuri, infracţiuni, să prostituaţi minori.. Dar istoria se va schimba !!! (...) PS. Acum, să spuneţi că sunt eu rasist!", a adăugat consilierul, citat de site-ul de ştiri PrimaDaNoi.it.

Ulterior, reacţionând la un comentariu făcut la mesajul postat, oficialul local italian a scris: "L-am lovit cu atâta satisfacţie! Şi nu îmi este ruşine. Să fie un exemplu şi pentru alţi politicieni! Iar laşul a luat-o la fugă".

Postarea politicianului italian a primit, până sâmbătă după-amiază, cel puţin 88 de "aprecieri" din partea "prietenilor" săi de pe Facebook, iar cele mai multe dintre cele peste 40 de comentarii erau favorabile gestului făcut de el.

Sursa: Gandul.info


Citeste si:
ROMÂN AGRESAT de un politician, în Italia. REACŢIA MAE
Un oficial local italian se laudă că l-a bătut pe un român, acuzând că a fost tratat rău în România
ŞOCANT - Un politician italian a BĂTUT un român stabilit în "Cizmă"! Motivul este HALUCINANT
Un politician italian i-a aplicat „doi pumni calitate superioară" unui român: „L-am lovit cu atâta satisfacţie! Noi, în Italia, vă permitem să staţi pe străzi, să furaţi, să comiteţi violuri, infracţiuni, să prostituaţi minori...”

«Curiamo i vostri anziani Scusatevi con noi romeni»

Il sacerdote della comunità ortodossa romena nel Pescarese: «Siamo generosi e doniamo anche il sangue. lI consigliere di Montesilvano faccia un passo indietro»

di Simona De Leonardis

PESCARA. «Aliano farebbe bene a dare pubbliche scuse al popolo romeno che rappresenta la maggioranza degli stranieri presenti in Italia, lavora, si occupa dei vostri anziani e dona perfino il sangue». Alin Iarca, sacerdote ortodosso romeno della comunità romena di Pescara e provincia abita proprio a Montesilvano, la città dove le dichiarazioni razziste postate su Facebook dal consigliere comunale di Forza Italia il 17 ottobre («un romeno mi sferra un calcio forte sulla macchina... gli ho dato due sganassoni e ho aggiunto noi in Italia vi consentiamo di bivaccare, rubare, stuprare, delinquere e far prostituire minori, ma la storia cambierà») hanno scatenato perfino la reazione dell’ambasciatrice romena Dana Costantinescu.
«Noi non ci troviamo nelle parole del consigliere», dice il sacerdote, «forse ha detto quelle sciocchezze per guadagnare qualche voto». È una voce che dà voce a quella dei 22.579 romeni registrati in Abruzzo nel 2013, una fetta ampia dell’intera popolazione straniera di cui i romeni contano il 30 per cento, a fronte della media nazionale del 21,3 per cento.
«Sono il parroco della chiesa romena di Pescara e provincia e conosco la mia gente», va avanti Iarca, «quello che ha detto il consigliere è una menzogna perché la nostra comunità lavora. È vero, ci sono anche persone non brave, ma sono poche rispetto a tutte le altre che lavorano e che si danno da fare per le loro famiglie e per l’intera comunità. Non dimentichiamo che gran parte delle donne romene lavorano come badanti, si occupano delle vostre mamme, dei genitori anziani, e sempre più spesso sostituiscono i figli che in questo periodo sembrano essersi dimenticati dei genitori. E chi non è badante, è impegnata come volontaria nelle strutture sanitarie locali, o come operatrici socio-sanitarie, mentre tantissimi uomini nell’edilizia contribuiscono all’economia italiana».
Parole che Iarca pronuncia, colpito negativamente non solo dall’uscita di Anthony Aliano, ma soprattutto dalla valanga di commenti favorevoli letti via Internet. «Evidentemente ci sono problemi di accoglienza», dice Iarca, che aggiunge: «Come ha detto la nostra ambasciatrice, un politico deve essere il collegamento tra le nazioni, più aperto a questo pluralismo delle popolazioni e delle religioni».
Un’apertura che di fatto la comunità romena presente nel Pescarese (Montesilvano, dopo L’Aquila, è la città con la più alta presenza in Abruzzo) ha trovato nelle istituzioni: «La settimana scorsa ho incontrato il sindaco di Pescara, ora chiederò un incontro con il sindaco di Montesilvano», va avanti il sacerdote, «abbiamo dei buoni rapporti, tanto che a Pescara da un anno e mezzo abbiamo ottenuto in concessione un terreno per realizzare la nostra chiesa, che speriamo di iniziare nel giro di sei mesi. Ma si sa», aggiunge riferendosi alle parole di Aliano, «purtroppo nei boschi ci sono anche gli alberi che non sono verdi, che non producono nulla e non fa piacere trovarli. Ciononostante io vorrei incontrare Aliano, lo vorrei salutare, forse ha avuto solo una brutta esperienza con qualche romeno. Ma gli vorrei far capire che la delinquenza non ha nazionalità».
E tanto per essere più convincente, Iarca fa sapere ad Aliano: «La nostra comunità parrocchiale sta donando il sangue alla comunità italiana due tre volte all’anno. La prossima è a novembre, andranno a donare 30 persone, tutte romene. A dimostrazione», conclude, «che la nostra comunità si vuole integrare e vuole dare il massimo per essere amata dai nostri concittadini italiani, perché i nostri figli sono nati qui e studiano qui».

24 ottobre 2014

Fonte: Il Centro


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Montesilvano, consigliere FI Aliano picchia romeno e si vanta su Facebook
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Albano Laziale, lezioni di romeno in classe. Rissa tra le mamme

Una scuola elementare
Ha provocato un putiferio il progetto di "insegnamento della lingua, cultura e civiltà romena" avviato nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo di Pavona-Albano Antonio Gramsci.

Pubblicato il 13 ottobre 2014

ROMA – “Saranno anche gratuiti, tenuti al di fuori del normale orario scolastico e facoltativi. Ma a noi cosa ce ne importa dei corsi di lingua e cultura romena se le scuole italiane non sono in grado di dare un’istruzione accettabile in una lingua base come l’inglese?”. Ha provocato un putiferio il progetto di “insegnamento della lingua, cultura e civiltà romena” avviato nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo di Pavona-Albano Antonio Gramsci.
Talmente innovativo il progetto, siglato già da tempo tra il Miur, il ministero dell’Istruzione italiano e l’ambasciata romena, che le forti divergenze provocate con l’introduzione della materia nelle scuole di Albano Laziale hanno generato un vera e propria rivolta. Tanto che l’altro giorno gli accesi scambi di idee si sono trasformati in liti furibonde, alcune mamme sono venute alle mani davanti ai cancelli della scuola.
Scrive Enrico Valentini sul Messaggero:
Nell’istituto comprensivo di Pavona sono iscritti circa 1100 studenti, tra questi gli stranieri sfiorano il 20 per cento. Molti sono romeni e così, accogliendo il progetto nazionale del Miur siglato con l’ambasciata romena, la popolosa scuola di Pavona ha introdotto la possibilità di seguire il percorso di insegnamento di lingua cultura e civiltà romena illustrato ai genitori l’8 ottobre da un insegnante di madre lingua.
Il corso, tenuto da professoresse romene pagate dal proprio governo, inizia ad ottobre per terminare a giugno. Si svolge per due ore alla settimana ed è completamente gratuito per i bambini e i ragazzi che intendono iscriversi.
Per la scuola dell’infanzia il progetto si articola durante il normale orario scolastico ed è prevalentemente a carattere ludico mentre gli alunni della primaria-elementare e quelli delle scuole medie saranno impegnati in orari extra-scolastici pomeridiani. Il programma spazia dalla lingua e letteratura romena, alla storia dell’antica popolazione, dalla geografia agli elementi della cultura, alla civiltà e alle tradizioni romene.
«Un iniziativa che ha lasciato fortemente perplessi molti genitori – spiega Marco Moresco, segretario di un comitato cittadino di Pavona – Avremmo accolto con grande piacere un progetto che mirasse ad integrare compiutamente i bambini stranieri alle nostre usanze mentre qui si tenta l’esatto contrario. E chiaramente qui non c’entra nulla il razzismo o chissà quale altro intento discriminatorio. Crediamo che sia solo questione di buon senso». E già si registrano anche le proteste di altri genitori stranieri provenienti da altri Paesi (…)

Fonte: Blitz Quotidiano


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Schiave romene: i diplomatici dell'est incontrano il Prefetto di Ragusa

IL CASO
Schiave romene: i diplomatici dell'est incontrano il Prefetto di Ragusa
Il caso sollevato dall’Espresso arriva in Romania. Il Ministero degli Affari Esteri risponde che mancano “segnalazioni delle vittime”. Le braccianti “sentite” dai carabinieri nelle serre

DI ANTONELLO MANGANO
24 ottobre 2014

La vicenda delle schiave della provincia di Ragusa arriva in Romania. Il giornale “Gazeta Romaneasca” – attento alle vicende degli emigrati - ha ripreso l’inchiesta dell’Espresso con una serie di articoli.
Il Ministero degli Affari Esteri del paese dell’Est ha quindi risposto comunicando che sono in corso verifiche e approfondimenti, ma non risultano denunce in merito da parte delle vittime. Le ultime segnalazioni ricevute risalirebbero al 2010.

Dopo le denunce dell'Espresso e le interrogazioni parlamentari, il caso delle giovani braccianti dell'est abusate dai padroni nelle campagne siciliane è ora al centro di un'inchiesta dell'Arma. Centinaia le persone già controllate
Sia le autorità italiane che rumene mettono in evidenza l’assenza di denunce e la necessità di trovare riscontri. Eppure esistono i fascicoli raccolti nell’attività antitratta della cooperativa Proxima e le denunce del sindacato. Gli operatori sociali, inoltre, osservano che una denuncia è il frutto di una lunga opera di mediazione e quasi mai è spontanea.

Intanto il 17 ottobre il Prefetto di Ragusa Annunziato Vardè ha ricevuto Carmen Liliana del Consolato di Romania. «Al centro dell'incontro i fatti riportati alla ribalta della cronaca da una recente inchiesta giornalistica», recita il comunicato ufficiale. I prossimi obiettivi delle istituzioni sono «la ricerca di riscontri» e una «mirata strategia di intervento». Il Console ha evidenziato «l’esigenza di avere notizie attendibili sul fenomeno».

Dopo l’inchiesta dell’Espresso, due interrogazioni parlamentari sul caso delle immigrate dalla Romania violentate e seviziate. Avviato in prefettura a Ragusa l’iter per un protocollo d’intesa che coinvolgerà anche gli agricoltori. E la stampa della Romania si interessa al caso
IInoltre il “Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica” sarà esteso ai soggetti interessati alla questione. Dopo gli incontri dei giorni scorsi con alcuni parlamentari italiani , è in agenda un tavolo per la stipula di un protocollo di intesa.

Intanto i Carabinieri hanno controllato magazzini, serre e aziende tra Vittoria e Acate. I militari, in particolare, hanno interrogato le braccianti straniere presenti nelle campagne. «Le donne sono state opportunamente intervistate, mantenendone l’anonimato» recita il comunicato dell’Arma, «in merito all’eventuale esistenza di Cinquemila donne lavorano nelle serre della provincia siciliana. Vivono segregate in campagna. Spesso con i figli piccoli. Nel totale isolamento subiscono ogni genere di violenza sessuale. Una realtà fatta di aborti, “festini” e ipocrisia. Dove tutti sanno e nessuno parla
situazioni di schiavismo sessuale, e/o sottoposte a qualsiasi forma di assoggettamento psicologico o sfruttamento: tutte le informazioni acquisite sono al vaglio degli inquirenti che proseguiranno i controlli, mettendo a sistema le informazioni acquisite con quelle ottenute durante i controlli delle scorse settimane, anche se, dai primi risultati, sembrerebbe che non sussistano situazioni anomale».

Fonte: L'Espresso


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Violentate nel silenzio dei campi a Ragusa. Il nuovo orrore delle schiave romene

Citeste si:
Româncele care merg la cules roşii în Sicilia, SCLAVELE SEXUALE ale italienilor