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lunedì 3 novembre 2014

Italia-Romania, Saccardi: “Massima disponibilità a progetti di collaborazione e integrazione”

Stefania Saccardi 
28 ottobre 2014
dalla Regione Toscana

Collaborazione, integrazione, accoglienza. Si è parlato soprattutto di questo nell’incontro che la vicepresidente Stefania Saccardi ha avuto oggi pomeriggio, prima in forma privata e poi pubblica alla Biblioteca delle Oblate a Firenze, con una delegazione del governo romeno guidata dal ministro per i romeni all’estero Bogdan Stanoevici.

La vicepresidente durante l’incontro pubblico alle Oblate, al quale hanno partecipato rappresentanti di comunità romene provenienti da tutta Italia, oltre a sottolinearne l’importanza “per rinsaldare i rapporti tra Italia e Romania che sono da sempre ottimi” ha aggiunto che “la comunità romena in Toscana è tra le più numerose (secondo Istat, al 1 gennaio 2013 sono quella più numerosa, oltre 71 mila persone, un quinto del totale degli stranieri residenti, ndr) e gran parte di essa vive nelle nostre città in totale integrazione e collaborazione col territorio che la ospita.

Come è normale in tutti i gruppi etnici numerosi, c’è anche la parte meno integrata, quella che più dell’altra soffre per la crisi economica che riguarda vasti strati della popolazione italiana. Compito delle istituzioni è promuovere forme di convivenza nei vari territori e per la Regione è importante contribuire a raggiungere questo risultato attraverso forme di collaborazione con il governo romeno. Confermo la massima disponibilità a dar vita a progetti di integrazione e collaborazione nella convinzione che solo attraverso questi principi, e non attraverso la diffidenza e la paura, si possano ottenere effetti positivi per tutti.

La Toscana – ha concluso – è da sempre terra di accoglienza, insieme si potranno elaborare gli strumenti più idonei per superare le situazioni critiche”.

Fonte: Regione Toscana

Razzismo e intolleranza, una lettrice romena: "Per gli sbagli di pochi pagano tutti"

Una nostra lettrice di nazionalità romena, residente a Montesilvano, interviene sul "caso" del consigliere Aliano e delle sue affermazioni sul popolo romeno pubblicate su Facebook. "Per pochi delinquenti pagano tutti"

Una Lettrice 29 Ottobre 2014

Una nostra lettrice di nazionalità romena, residente a Montesilvano ormai da più di 10 anni e badante per anziani di professione, ha voluto esprimere il suo parere in merito alla vicenda del consigliere comunale Aliano che, nei giorni scorsi, ha pubblicato commenti contro il popolo romeno dopo aver preso a schiaffi in strada un cittadino della Romania.

"Non penso sia giusto che per pochi delinquenti tutto il popolo della Romania arrivato in Italia debba pagare. Ho 48 anni e da più di 15 anni sono in Italia, da dieci a Montesilvano e sono sempre stata rispettosa delle leggi italiane. Ho studiato per imparare bene l'italiano e sono apprezzata da tantissimi italiani. Negli ultimi anni però ho visto che qualcosa sta cambiando, in peggio. Non nego che ci sono parecchi rumeni che vengono in Italia per fare i delinquenti, ma la delinquenza c'è anche in Italia, negli italiani." scrive la nostra lettrice, che si rammarica del fatto che spesso si tenda a generalizzare provocando poi comportamenti ed episodi xenofobi e razzisti.

"Spesso noto che le persone, quando sanno il paese dal quale arrivo, cambiano atteggiamento nei miei confronti e questo mi dispiace visto che anche gli italiani si comportano male, in modo non civile come ha fatto il consigliere del Comune di Montesilvano che poteva sicuramente avere un atteggiamento più civile per quel fatto che gli è accaduto in strada con un rumeno"

Fonte: Il Pescara

Immigrati, nel Lazio sono 616mila: più romeni e filippini

Il dossier diffuso da Idos-Unar. La provincia di Roma concentra l'82,5% degli stranieri residenti in regione, più della metà sono donne

29 ottobre 2014

Alla fine del 2013 gli stranieri residenti nel Lazio sono 616.406. Il territorio regionale, da solo, concentra circa la metà degli immigrati che risiedono in tutto il Centro Italia e il 12,5% sul totale nazionale. L'incidenza degli stranieri sui 5.870.451 residenti in regione è del 10,5%, valore che supera di oltre due punti percentuali la media italiana (8,1%). Sono dati contenuti nel Dossier immigrazione diffuso da Idos-Unar.

Dei 534.364 'nuovi' stranieri residenti in Italia nel corso del 2013, uno su quattro (26,0%) è iscritto in un Comune del Lazio, e principalmente nella provincia di Roma, dove l'aumento è stato addirittura del 32,5%. L'andamento, tuttavia, non va tanto ascritto a un improvviso ingresso di nuovi cittadini stranieri, quanto al progressivo recupero che le anagrafi stanno facendo di tutte quelle posizioni sfuggite al Censimento del 2011 ma, successivamente, risultate vigenti (recupero post-censuario). Le variazioni osservate, quindi, vanno lette con cautela e ricondotte prioritariamente a tale recupero. Se la provincia capitolina guida, anno dopo anno, la crescita sempre più consistente della presenza immigrata nel Lazio, anche nelle altre province si registrano incrementi rilevanti, e tutti al di sopra della media nazionale (ad esclusione di frosinone): prima fra tutte quella di Latina, dove la popolazione straniera residente aumenta nel 2013 del 19,1%. La provincia di Roma concentra l'82,5% degli stranieri residenti in regione, di contro gli altri capoluoghi vanno dai 42.821 residenti stranieri della provincia di Latina (6,9% del totale regionale) ai 12.822 di Rieti (2,1%). Con l'aumento degli stranieri residenti in regione, cresce anche il loro peso sul totale della popolazione laziale: rispetto al 2012 l'incidenza dei residenti stranieri aumenta di 1,9 punti percentuali (arrivando al 10,5%). Ad alzare la media, in questo caso, non è solo la provincia di Roma (11,8%), ma anche quella di Viterbo (9,2%), mentre poco al di sotto della media nazionale si colloca Rieti (8,0%), seguita da Latina (7,5%) e Frosinone (4,6%).

Donne, nuove nascite e cittadinanza. Più della metà degli stranieri residenti in regione sono donne (52,5%), una quota di presenza che resta in linea con quanto si registra nel resto del paese (52,7%) e che vede il solo dato della provincia di Latina porsi al di sotto dei valori medi regionali (48,1%), per ragioni legate ai massicci impieghi di immigrati nel bracciantato agricolo locale. Nel 2013 il Lazio ha contato 52.187 nuove nascite, il 15,7% delle quali da genitori stranieri, in leggero aumento rispetto al 2012 ma comunque in linea con il valore medio nazionale (15,1%). Le acquisizioni di cittadinanza italiana nel corso del 2013 sono aumentate di circa il 50% rispetto all'anno precedente, arrivando a 6.845, cioè 12,5 nuovi cittadini italiani ogni mille residenti stranieri, il 6,8% delle acquisizioni registrate nello stesso anno in tutta Italia.

Le nazionalità. Volgendo lo sguardo alle aree di provenienza, i dati Istat sui residenti stranieri all'1 gennaio 2012 segnalano la presenza nel Lazio di 209.902 cittadini comunitari (il 43,8% del totale), con una netta prevalenza, ormai consolidata, di romeni (164.163), seguiti da polacchi (17.164) e bulgari (6.145). Per quanto riguarda le altre aree extra-Ue, è quella asiatica a contare più presenze (23,3%), seguita dall'Europa non comunitaria (13,9%), dall'Africa (10,2%), dall'America (8,7%) e in ultimo dall'Oceania (0,1%). Più nello specifico, le collettività più rappresentate in regione, oltre alla romena (al primo posto con il 34,4%), sono, sempre in termini di residenti, i filippini (34mila, il 7,2%), i bengalesi (23mila, 4,9%) e gli albanesi (21mila, 4,4%). Nel Lazio, dopotutto, vivono il 17,6% dei romeni che risiedono in Italia, anche se ad emergere è soprattutto la forte concentrazione in regione di cittadini bangladesi (25,4%) e filippini (24,6%) rispetto al corrispondente numero rilevato nel Paese. Merita di essere considerato anche il dato degli stranieri non comunitari titolari di un permesso di soggiorno alla fine del 2013, che nel Lazio sono 388.217, per il 44,3% lungo soggiornanti (172.101). I restanti 216.116 soggiornanti hanno un permesso soggetto a scadenza e rilasciato nel 48,3% dei casi per motivi di lavoro, nel 32,5% per famiglia, cui seguono i permessi per asilo/protezione internazionale (5,9%), studio (4,0%) e altri motivi (9,2%).

Lavoro. L'indagine della Banca d'Italia sulle economie regionali segnala anche per il 2013 una caduta dell'economa del Lazio, nonostante le tendenze recessive risultino affievolite nell'ultima parte dell'anno. Nel 2013, l'occupazione in regione è scesa quasi del 2%. Il calo, in parte arrestatosi nell'industria, è rimasto particolarmente rilevante nelle costruzioni, ed è stato ampio anche nei servizi. Anche il tasso di disoccupazione è cresciuto, superando il 12%, per l'aumento sia di chi ha perso il proprio posto di lavoro, sia dei giovani in cerca di un primo impiego. Da questo quadro, non risultano esclusi gli immigrati. Secondo i dati Inail, nel 2013 i nati all'estero (criterio su cui si basa l'archivio Inail per distinguere tra italiani e stranieri) occupati in regione sono stati 335.495, il 9,4% del totale nazionale (circa la metà di quelli presenti in tutto il Centro Italia), con un'incidenza del 14,6% sugli occupati totali (immigrati più autoctoni). Quest'ultima cifra resta inferiore al dato medio nazionale (16,8%) in tutte le province laziali, ad esclusione di Latina (18,1%). L'82,2% dei lavoratori immigrati è attivo in provincia di Roma (275.828), cui seguono per numero di presenze le province di Latina (29.579), frosinone e Viterbo (entrambe con circa 12mila occupati stranieri) e in ultimo Rieti (4.947). Inferiore alla media nazionale è anche il numero delle donne occupate nate all'estero: il 42,0% a fronte del 46,1% rilevato nel resto d'Italia, con un minimo del 31,7% nella provincia di Latina per le ragioni già citate in precedenza.

Le imprese immigrate. Tra le nazionalità, sono i lavoratori romeni che in termini assoluti registrano le fuoriuscite maggiori dal mercato occupazionale (-5.227), ma anche filippini, ucraini, albanesi e moldavi peggiorano il loro bilancio di addetti. Gli unici paesi con saldi occupazionali positivi a fine anno sono India (+186), Cina (+121) e Bangladesh (+35). Rispetto al lavoro dipendente, le imprese immigrate sembrano non conoscere crisi, e questo anche in rapporto alla controparte italiana. Nel Lazio gli archivi di unioncamere ne contano 60.563, con un'incidenza del 9,7% sul totale regionale. Unioncamere definisce immigrate le imprese nelle quali il titolare (per le imprese individuali) o la metà dei soci, degli amministratori e delle altre cariche (per le altre forme societarie) siano nati all'estero. Nell'ultimo anno esse sono aumentate di circa 5mila unità, crescendo nel biennio 2011-2013 del 19,4% a fronte di una crescita dello 0,7% per quelle italiane, le quali vengono trascinate dal valore positivo della sola provincia di Roma. Tra le imprese immigrate, la quota di quelle dove la presenza femminile è maggioritaria o, nel caso delle imprese individuali, dove il titolare è una donna è del 22,6% (percentuale che arriva al 33,4% a Frosinone e al 29,8% a Latina).

Il 67,7% delle attività d'impresa gestite da immigrati offre servizi: il valore massimo si registra nella provincia di Roma (68,3%), mentre quello minimo nella provincia di Latina (36,0%), dove è invece l'industria il primo settore di attività. L imprese immigrate in regione vedono la partecipazione esclusiva di persone nate all'estero (91,1%). Gli immigrati scelgono in massima parte forme semplici di impresa, il 74,4% del totale è infatti a conduzione individuale (nella provincia di Viterbo si arriva all'85%), e tra queste il 20,4% vede a capo una donna (anche in questo caso le province di Latina e Frosinone fanno registrate valori superiori alla media). tTra i titolari di impresa il 21,8% proviene dal Bangladesh e si concentra nella provincia di Roma, il 17,8% è romeno, l'8,9% marocchino e il 7,4% è nato in Cina. Il 38,4% delle imprese individuali immigrate è dedito al commercio, mentre un 22,0% opera nel comparto edile e un 13,2% nel noleggio e viaggi (quest'ultima percentuale riflette essenzialmente il dato di Roma, poiché in tutte le altre province al terzo posto troviamo il comparto agricolo).

Gli effetti dell'ultimo anno di crisi trovano riscontro anche nei dati sulle rimesse, registrati dalla Banca d'Italia. Nel 2013, infatti, il volume di denaro inviato all'estero dai cittadini stranieri residenti in regione ammonta a 1.058.866 euro, cifra che risulta quasi dimezzata rispetto al 2012 (-47,7%), per quanto questa valutazione non debba considerarsi ancora definitiva, trattandosi di un archivio mobile in cui le registrazioni possono avvenire anche con un certo ritardo rispetto al periodo di invio del denaro. Il calo che si registra nel Lazio è il più sensibile tra le regioni italiane, e risente in toto dell'andamento negativo della provincia di Roma (-50,2%), a causa del peso schiacciante che il volume delle sue rimesse esercita sul totale di quelle regionali (91,2%). Nelle altre province, invece, il loro volume risulta stabile se non addirittura in crescita (nel capoluogo pontino, ad esempio, aumentano del 17,2%, raggiungendo i 51,5 milioni di euro), e ciò è in parte dovuto anche al costo più alto della vita nella Capitale. In Italia, il Lazio è comunque al secondo posto dopo la Lombardia per volume di rimesse, con una quota del 19,5% sul totale nazionale, proprio grazie alla provincia di Roma, che nonostante il forte calo è ancora prima tra le province italiane. I paesi destinatari dei maggiori flussi di denaro sono la Cina (32,7% del totale), la Romania (15,6%), le filippine (10,7%) e il Bangladesh (9,7%). Rispetto al 2012, tuttavia, il volume delle rimesse cinesi crolla del 75,4% (circa 1 miliardo di euro in meno), mentre è il Bangladesh a conoscere l'aumento più sensibile (+52,7%), insieme allo Sri Lanka (+51,9%).

L'istruzione. Passando ad esaminare i dati sull'inserimento scolastico, gli studenti di cittadinanza straniera iscritti nelle scuole laziali per l'anno scolastico 2013-2014 sono 77.071 (il 78,4% concentrato nella provincia di Roma), con una percentuale di seconde generazioni che arriva al 46,4%. Il 39,4% degli studenti stranieri è di origine romena, dato che non stupisce vista la presenza di questa collettività in regione, il 6,7% è di origine filippina e il 5,7% albanese; seguono, con quote del 3,2%, moldavi e peruviani, e con quote inferiori al 3,0%, polacchi, cinesi, bengalesi, marocchini e ucraini. L'incidenza sul totale degli studenti (italiani più stranieri) è del 9,3%, poco al di sopra della media nazionale (9,0%). Il dato registra una punta massima nella provincia di Viterbo (10,3%), mentre ben al di sotto della media regionale si collocano sia la provincia di Latina (7,2%) che quella di Frosinone (5,5%); se si prende in considerazione il grado scolastico, invece, l'incidenza più bassa di studenti stranieri si ha negli istituti secondari superiori (7,8%). Circa un terzo degli studenti stranieri è iscritto a una scuola primaria (34,4%), cui seguono gli iscritti alle secondarie (II e I grado, rispettivamente con il 25,2% e il 21,4%) e alla scuola dell'infanzia (19,0%, dove la percentuale di seconde generazioni arriva però all'83,4%). Tra gli iscritti agli studi superiori, la maggioranza sceglie gli istituti tecnici (39,5%), anche se il liceo resta la seconda opzione (31,0%), precedendo gli istituti professionali (25,7%) e artistici (3,8%). Nell'anno scolastico 2013-2014 i nuovi iscritti di origine straniera sono 3.364, il 45,3% dei quali nella scuola primaria, mentre la restante parte si divide tra le scuole secondarie di primo (25,7%) e secondo grado (29,0%). Se in media i nuovi iscritti incidono nel Lazio per il 4,4% sul totale degli alunni con cittadinanza straniera, questa percentuale risulta superiore nelle province di Rieti (7,3%), Latina (5,6%) e Viterbo (5,4%).

Fonte: La Repubblica

Toscana “immigrata” cresce del +12,2% nel 2013, la comunità più vasta è quella romena

Società
Mercoledì 29 Ottobre, 2014

Firenze – Crescono del 12,2% gli immigrati residenti in Toscana a fine 2013: sono state infatti calcolate 387.150 persone, 36.589 in più rispetto al 2012, che equivale a un’incidenza sulla popolazione totale del 10,3%.

A renderlo noto è il Rapporto immigrazione 2014 dell’Unar realizzato da Idos e presentato stamattina a Firenze, secondo cui a far crescere la popolazione straniera residente sono stati soprattutto i ricongiungimenti familiari e i nuovi nati.

La palma della comunità più numerosa va a quella romena, che conta 71.031 residenti residenti, seguita da quella albanese con 64.906 residenti, cinese con 38.0974 e marocchina che giunge a 25.263 persone residenti.

Per quanto riguarda il lavoro, gli occupati netti immigrati registrati all’Inail sono stati 250.294, circa settemila in meno rispetto al 2012: in controtendenza si è rivelata la sola provincia di Prato, con +1.940 registrazioni rispetto al 2012; un dato che secondo i ricercatori potrebbe rivelare fenomeni di emersione dal nero anziché nuovi avviamenti al lavoro.

Per quanto riguarda il flusso di denaro verso i paesi d’origine, sono ammontate a 603 milioni di euro, con una prevalenza di quelle effettuate dalla comunità cinese, che è stata pari, nel 2013, a 259 milioni di euro.

Infine, la scuola: gli alunni stranieri sono stati 64.355 nel 2013, con un’incidenza del 12,7% sul totale. Tre anni fa la percentuale sul totale degli alunni toscani era dell’11,4%.

Fonte: StampToscana

Dossier Immigrazione, l'Umbria è la nuova casa dei migranti: tutti i dati

Il dossier sull'immigrazione in Umbria ha risposto a molte domande: quanti sono? Qual'è la comunità più numerosa? Quanti studenti stranieri vanno nelle nostre scuole? Quanti soldi vengono guadagnati qui e rispediti ai propri paesi d'origine?

Redazione 29 Ottobre 2014

L'Umbria è sempre di più la terra scelta dai nuovi migranti - la stragrande maggioranza non comunitari - per viverci e dove far crescere e studiare i propri figli. Il Dossier statistico sull'immigrazione 2014 mette in mostra dati nettamente superiori alla media nazionale sui flussi di stranieri in entrata: la più altra incidenza di immigrati 11,1% rispetto al Paese 8,1%; nuovi nati 19,6% delle nascite contro il 15%; la presenza di alunni stranieriquasi 14 mila alunni, pari al 14% del totale, di cui circa il 55% nati in Italia (il dato nazionale è 51,7%).

Lo scorso anno – secondo il Rapporto - gli stranieri residenti in Umbria sono stati 99.922, di cui 76.861 nella provincia di Perugia (dove rappresentano l’11,6% della popolazione locale) e 23.061 nella provincia di Terni (10,0%). I cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti sono 68.715, di cui 41.115 hanno un permesso di lungo periodo (erano 37.845 alla fine del 2012), mentre la restante quota ha un permesso a scadenza.

LE COMUNITA' STRANIERE - Tra le nazionalità non comunitarie più rappresentate il primato spetta ancora all’Albania (16.209), seguita da Marocco (10.928) e Ucraina (5.154). Tra quelli comunitari, con circa 23.113 residenti, è la Romania che si conferma al primo posto Umbria registrando un nuovo incremento annuo (erano 21.051 nel 2012) dopo il picco raggiunto nel 2011 (24.321).

LE NASCITE - Su 7.375 nuovi nati in Umbria nel 2013, quelli stranieri (1.444, di cui 1.156 nella provincia di Perugia e 288 in quella di Terni) hanno inciso per il 19,6% sul totale con un dato superiore alla media nazionale (15,1%).

ECONOMIA - Tra le 15 nazionalità più numerose dell’Umbria, i cinesi hanno il tasso di occupazione più elevato (68%); un tasso comunque superiore al 50% è detenuto dalla collettività tunisina, romena, macedone, indiana e moldava, mentre un tasso inferiore al 40% connota la comunità marocchina, ecuadoriana e nigeriana.

In Umbria le imprese di immigrati sono il 7,8% del totale (media nazionale 8,2%), con un saldo positivo tra quelle avviate e cessate durante l’anno (+271 unità, pari a +3,3%; la media nazionale è del 4,1%) e in controtendenza con le imprese italiane, (-1,4%), prevalentemente nei settori delle costruzioni (31%) e del commercio (30%). I titolari di ditte individuali (che rappresentano l’80,4% di tutte quelle immigrate) provengono per lo più da Marocco, Romania, Albania e Cina.

LAVORO QUI, RISPARMI A CASA - E’ la collettività romena ad aver inviato maggiori rimesse nel proprio Paese (21,6 milioni di euro, il 32,9% dell’intero ammontare partito per l’estero dalla regione: 65,7 milioni di euro), seguita da marocchini (4,3 milioni), albanesi (3,5 milioni), ecuadoriani (3 milioni).

Fonte: PerugiaToday

Immigrati: in Valle sono 9333 i residenti, la maggiore comunità è quella rumena

Presentazione del Dossier statistico Immigrazione
Ricerche

Aosta - Continua a crescere la popolazione straniera in Valle ma in maniera molto più contenuta rispetto al passato: se nel 2003 il tasso di crescita era del 30%, nel 2008 si è scesi all’8% per attestarsi nel 2013 al 2%.

Sono 9333 nel 2013 gli immigrati residenti in Valle d’Aosta, il 7,3% della popolazione contro una media dell’8,1% italiana e del 10,5% del Nord Ovest. Il dato è contenuto nel Dossier statistico sull’immigrazione redatto dall’Unar (l’Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali), dedicato quest'anno al tema "Dalle discriminazioni ai diritti" e presentato oggi in tutta Italia.

Continua a crescere la popolazione straniera in Valle ma in maniera molto più contenuta rispetto al passato: se nel 2003 il tasso di crescita era del 30%, nel 2008 si è scesi all’8% per attestarsi nel 2013 al 2%. “Questo perché – ha spiegato Diego Baiocco del Servizio Migranti del Comune di Aosta – non vi sono stati più decreti flussi quindi chi è arrivato in Italia l’ha fatto con ricongiungimenti e non per lavoro. Inoltre l’Italia non è più così attrattiva come in passato”.

Per il primo anno la comunità più grande diventa quella rumena con 2461 residenti, seguita da quella marocchina, 2198, terzi gli albanesi, 1028 residenti. Continua a crescere l’immigrazione femminile in Valle, il 56,7% dei residenti, percentuale che sale al 60% per la popolazione rumena. Per molte donne la migrazione avviene in età adulta, anche avanzata, nella fascia 40/64 anni la popolazione femminile sale al 63%. Una dinamica che riguarda soprattutto la migrazione dell’est: donne che arrivano in Italia come badanti per mantenere i figli agli studi nei propri paesi d’origine.
Rispetto alla popolazione italiana quella straniera è più giovane: nella fascia 18-39 anni gli stranieri sono il 45%, gli italiani il 25% mentre nella fascia over 65 gli stranieri sono il 3%, gli italiani il 22%. Gli immigrati producono il 12% del Pil, il 4% delle entrate fiscali contro un 2,5% di utilizzo della spesa pubblica. “Il saldo è positivo - continua Baiocco - perché praticamente tutti i cittadini stranieri sono in fascia attiva e sono contribuenti attivi”. Dati che dovrebbero aiutare a superare i luoghi comuni sull'immigrazione. "La migrazione - ha ricordato il docente William Bonapace - è un fenomeno strutturale, il vero problema è imparare a conviverci in modo civile".

di Silvia Savoye
29/10/2014

Fonte: AostaSera

Attivo il numero verde contro droga e bullismo

Sicurezza
27.10.2014

E' il 43002, per segnalare via sms episodi di bullismo o legati alla droga. Il servizio è in corso di attivazione in tutte le questure italiane, con il coordinamento delle prefetture

A un mese e mezzo dall'invio ai prefetti della direttiva del ministro dell'Interno Alfano sulle strategie di contrasto alla droga e al bullismo, fenomeni che incidono in modo drammatico soprattutto nella fascia più giovane della popolazione, crescono le province che attivano il numero verde 43002 per segnalare episodi di bullismo o casi di spaccio o consumo di stupefacenti, e fenomeni collegati, che avvengono dentro o nei pressi delle scuole.

Il numero viene attivato presso le questure e la segnalazione, tramite un sistema di smistamento, viene diramata ai commissariati e comandi territoriali dei Carabinieri, per consentire alle Forze dell'ordine interventi tempestivi, il tutto sotto il coordinamento delle prefetture, che nell'ambito del comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica mettono a punto insieme alle Forze di polizia del territorio i modelli d'intervento più adatti alle differenti realtà, accompagnati spesso da altri tipi di iniziative che puntano sull'informazione e la sensibilizzazione sulle conseguenze dei due fenomeni.

Già attivo a Bolzano e a Crotone, passando da Frosinone e Livorno, solo per fare qualche esempio, il servizio è stato lanciato il 15 settembre scorso dal ministro dell'Interno Angelino Alfano come elemento centrale del progetto 'Un sms per dire no a droga e bulli'. L'iniziativa, basata appunto sulla direttiva ai prefetti italiani, è stata voluta, in un'ottica di sicurezza partecipata, come strumento in più a disposizione di educatori, operatori scolastici, ragazzi, genitori e Forze dell'ordine per arginare e combattere due vere e proprie piaghe, bullismo e droga, che - ha ricordato Alfano - negli ultimi quattro anni in italia sono costati la vita a dodici studenti morti per droga e ad altri due, morti suicidi per ragioni attrivuite ad atti di bullismo.

Fonte: Ministero dell'Interno

Diaspora susține cea de-a treia ediție a Marșului pentru Basarabia de la București


Peste 10.000 de români, atât din țară cât și din Basarabia și-au dat întâlnire duminică, 12 octombrie, la București, motivați de același gând: „Noi deja am ales, vrem să trăim într-un singur stat!” În timp ce pe străzile capitalei răsunau vocile tinerilor care intonau Deșteaptă-te române! în cele mai importante orașe europene, dar și la Washington și Shanghai, români de pe ambele maluri ale Prutului organizau manifestații de susținerere a celui de-al treilea Marș pentru Basarabia.

Astfel, Dănuț Anghel a fixat locul întâlnirii la km 0, Puerta del Sol situat în centrul Madridului postând mesajul Basarabia e România pe o rețea de socializare: „Am vrut să fim alături de frații noștri de peste Prut în lupta lor pentru revenirea la patria-mumă. A fost zi deosebit de frumoasă, mai ales că a coincis cu Ziua națională a Spaniei.”

La Londra, Nicolae-Daniel Popescu, coordonator al Rețelei profesionaliștilor români din străinătate, împreună cu un grup de români s-au adunat în Parliament Square, pentru a transmite un mesaj simplu și clar: „Moldova și România trebuie sa aibă un viitor european comun, în cadrul aceluiași stat. Marșul pentru Basarabia din București ne-a oferit prilejul extraordinar de a ne exprima public solidaritatea cu românii de peste Prut, dar și atașamentul față de patria-mamă. Mai mult, declararea în public a aspirațiilor noastre unioniste nu este doar o datorie morală a generației noastre, dar și un drept câștigat cu mari sacrificii în 1989”.

La rândul său, Ion Roșca a ținut să transmită din Washington, Statele Unite, împreună cu familia sa că „ne dorim unirea si avem încredere în capacitatea românilor de a rezista imperiilor efemere. Încă nu s-au inventat râuri destul de late si tancuri îndeajuns de mari încât să ne destrame neamul.”

Românii de la Dublin, Irlanda și-au dat întâlnire în fața ambasadei ruse unde merg din cand în când din dorința de a aminti Moscovei că “trebuie să-și scoată armata din Moldova, căci cum bine se știe, Actul Unirii din 1918 nu a fost anulat”. Serghei Petrovschi ne-a mărturisit că motivul manifestației de solidaritate „este unul singur, revenirea la normalitate, care din câte se vede este una foarte dificilă. Noi susținem ideea Unirii și, după cum a spus Gheorghe Ghimpu, ne vom salva doar revenind la românism și realizând reîntregirea neamului românesc.”

În ce privește Italia, unde comunitatea românească numără peste un milion de imigranți, aici s-au desfășurat numeroase evenimente de susținere a Marșului pentru Basarabia. La Padova, ideea reunirii a fost susținută de un grup de studenți de pe ambele maluri ale Prutului. “Suntem aceeaşi naţiune care a suferit prea multe nedreptăţi istorice şi politice şi care ar avea un viitor mai frumos uniţi decât divizaţi şi manipulaţi de alţii, asa precum face Rusia de exemplu”, ne-a declarat Valentin Șeremet, student la informatică.

Ca semn al neuitării, câțiva români din Bologna au dorit să-și exprime speranța și dorința într-o lume mai bună, mai cinstită, într-o lume în care frații se recunosc ca frați. Chiar daca sunt plecați departe, cu sufletul sunt aproape de cei prezenți la Marșul Unirii organizat la București. Pentru Vasile Simon răpirea Basarabiei de către sovietici în 1940 nu a însemnat o simplă micșorare teritorială, ci a reprezentat deschiderea unei răni în trupul și în sufletul unei țări. „Purtăm și azi o rană care nu se va vindeca decât prin unirea a ceea ce a fost mișelește rupt! Conștiința istorică obligă, orice român de bună credință să spere și să lupte pentru întregirea neamului. Dar în ce formă se va face această unire va decide populația de pe cele două maluri ale Prutului.”

Tot astfel, își încurajează compatrioții și Tatiana Miron din Portogruaro, Veneția: „Suntem pentru re-unirea celor două state românești, Basarabia dintotdeauna a fost românească! Și românii de acasă pot să se bazeze întotdeauna pe sprijinul nostru, a celor plecați departe, suntem mereu alături de ei”. Doamna a mulțumit pe această cale primarului orașului care a dorit să participe si el la imortalizarea evenimentului printr-o frumoasă fotografie, ca amintire a acestor momente de înaltă trăire a unității dintre frați.

Și doamna Tatiana Ciobanu, coordonatoarea Asociației Dacia a organizat o manifestație de susținere împreună cu filiala din Roma a Acțiunii 2012. Dumneaei a subliniat faptul că etnonimul Dacia în sine conține mesajul unității spirituale a românilor de pretutindeni. „Toate activitățile noastre sunt axate pe mesajul unității, vom continua, cum am făcut mereu, să susținem mișcarea unionistă a românilor de pe ambele maluri ale Prutului.”

Loredana Tudor, originară din Pitești și membră activă a Platformei Unioniste Acțiunea 2012, aflându-se temporar în străinătate, nu a putut participa ca în anii precedenți la marșurile de la București. În schimb, tânăra unionistă s-a alăturat românilor din Paris, care au organizat un flash-mob lângă Turnul Eiffel, dorind astfel să-și manifeste susținerea și dragostea pentru patrie, pentru frații de acasă.

În concluzie, organizandu-se în mod exemplar, diaspora a dat dovadă de solidaritate cu românii de acasă și a demonstrat că nici distanța, nici timpul nu pot șterge puternicele legături ale neamului. Dimpotrivă, identitatea este conștientizată cu mai multă forță tocmai pentru că este trăită, cu atât mai mult cu cât distanțele sunt mai mari.

Mesajul final transmis de românii răspândiți prin toate colțurile lumii -- “Basarabia este parte a României. Cerem reUnirea!” -- se alătură Proclamației de la București care se adresează public instituțiilor statului, Bisericii precum şi mass-mediei, să iniţieze sau/şi să susţină acţiuni menite să asigure pe cale paşnică şi democratică viitorul comun al românilor. Toți cei care cred că trebuie să fim un singur stat sunt invitați să semneze aici: http://actiunea2012.ro/proclamatia.html

Alina Ieremciuc, Acțiunea 2012 Roma

domenica 2 novembre 2014

"Vrem o viaţă mai bună". Cozi la vot în toată Europa

DE S.T. • 02 NOI 2014

Românii din străinătate au făcut cozi la secţiile de votare din Italia, Marea Britanie, Republica Moldova, Germania sau Spania.

Imaginile trimise de corespondenţii noştri, dar şi filmuleţe postate pe internet arată cum sute de români stau la rând şi aşteaptă să-şi exprime opţiunea. În străinătate sunt, în total, 294 de secţii de votare.

Potrivit Biroului Electoral Central, pâna la ora 13.00, peste 40.000 de români au mers la urne.

Sursa: Antena3.ro


Citeste si:
REZULTATE ALEGERI PREZIDENŢIALE 2014. Primele exit-poll-uri şi ziua votului: harta interactivă. Victor Ponta şi Klaus Iohannis intră în turul al doilea.

Canicattì, un seggio speciale per migliaia di rumeni

IMMIGRATI
di Gioacchino Moncado — 01 Novembre 2014

Attesi arrivi da altre province. Potranno votare i maggiorenni con la cittadinanza del Paese dell’Est Europa, indipendentemente dalla residenza

CANICATTI'. Sono diverse migliaia i rumeni attesi domani in città in occasione del primo turno delle elezioni presidenziali che porteranno alla scelta del nuovo presidente della Repubblica rumena. Canicattì, infatti, è l’unico centro in tutta la Sicilia, oltre a Catania dove ha sede il consolato rumeno, in cui sarà allestito il seggio elettorale che consentirà a tutti i rumeni maggiorenni di poter esprimere la propria preferenza tra i vari candidati in lizza. Per Canicattì, dove la comunità rumena è tra le più numerose di tutta la Sicilia, la presenza del seggio elettorale rappresenta un importante riconoscimento per quanto di buono fatto in questi anni in tema di integrazione grazie all’azione di coesione esercitata dalla Chiesa Ortodossa di San Nicola e dall’associazione d’amicizia “ Italo – Rumena” che da diverso tempo opera sul territorio.
Il seggio elettorale, originariamente previsto dall’amministrazione comunale all’interno della scuola Petrella, nel quartiere Oltreponte, è stato all’ultimo momento trasferito presso la sede dell’Auser, accanto all’istituto socio – assistenziale Burgio Corsello ed alla chiesa di San Francesco. La scelta di allocare il seggio in piazza Cusmano è stata dettata da ragioni di opportunità in quanto la scuola Petrella è in una zona periferica e difficilmente raggiungibile a piedi rispetto alla sede dell’Auser.

Fonte: Giornale di Sicilia